

Gia’ dalle notte del 5 agosto macchinisti e scenografi impegnati nel montaggio della scena dell’ Otello.
Un Otello particolare va in scena il 6 agosto nell’atmosfera suggestiva di Viterbo per l’ultimo dei dieci spettacoli in Piazza San Lorenzo che il Tuscia Operafestival ha presentato nell’estate 2012.
Fabrizio Monteverde, considerato a buon diritto un maestro del dance-drama “post-romantico”, dalle forti implicazioni emozionali e psicologiche, a distanza di quindici anni dal suo primo Otello per il Balletto di Toscana è tornato a esplorare i temi della tragedia shakespeariana per il Balletto di Roma.
La scelta musicale di questa versione è caduta su quella appassionata, languida e sensuale di Antonín Dvorak, autore, tra l’altro, di una celebre Ouverture nella quale il musicista, per sua stessa ammissione, si proponeva di evocare il passaggio dall’estasi amorosa dei due sposi, al delitto di Desdemona, al tormento e al finale suicidio di Otello su quel medesimo talamo nuziale.
L’ambientazione è quella di un porto di mare dalle suggestioni fassbinderiane, esplicito l’omaggio a Querelle de Brest, caratterizzato da un pontile che limita l’ignoto e illuminato da un crepuscolo dai colori accesi, caldi, sensuali, che evoca il continuo brulicare di persone provenienti da mondi diversi e per un attimo intrecciano le loro storie e le loro passioni, senza remore e regole.
Sono infatti tutti esposti al mutare delle emozioni i personaggi dell'Otello ripensati da Monteverde: il coreografo ha scelto di elaborare la triangolarità delle dinamiche emozionali, erotiche e psicologiche di Otello; la sua estraneità ovvero l’essere un outsider (qualcuno che, quindi, non conosce e non sa, o vuole, applicare le regole e i rituali del luogo in cui si trova); ma anche approfondire certi aspetti finora poco rappresentati, come la figura di Cassio, inconsapevole causa della tragedia, fantoccio sì nelle mani di Jago, ma comunque conscio del proprio ascendente - su Desdemona, su Otello - per ottenere favori che si riveleranno fatali.
''Il gioco – dichiara Monteverde - è quello di svelare il sentimento che si cela dietro la ragione: ovvero, dato che mai come in Otello è la parola a scatenare gli eventi, a cercare di comprendere “lo spazio bianco tra una parola e l’altra”, ascoltando il riverbero dei suoni, percependone stonature o dolcezze, sincerità o menzogna. E quindi anche cercando di comprendere dove portano le pulsioni, l’eros, la passione - a quale persona, a quale destino''.
Fissati gli elementi drammaturgici e delineati i caratteri dei personaggi del suo Otello, Monteverde insinua attraverso numerose danze maschili, ora atleticamente baldanzose ora maliziosamente avvolgenti, l'idea dell'ambiguità che sta alla base del sodalizio tra i vari personaggi.
La trama originale è il filo rosso che lega le situazioni erotiche e sentimentali tra i vari protagonisti e Monteverde si conferma capace di creare forti suggestioni visive e caratterizzazioni potenti anche con pochi dettagli gestuali e padroneggia un linguaggio di danza dove dominano le linee classiche.