

di Nicola Savino
BAGNOREGIO - Eravamo rimasti ai soliti pienoni, all'ottima musica e alle cene con relativa degustazione a base di prodotti e vini del territorio. Per di più a prezzi più che contenuti (appena un euro per i concerti) e in una splendida location qual è senza ombra di dubbio il Muvis, Museo del vino. Bene, ma di che si sta parlando? Ma del Tuscia in Jazz, naturalmente: la manifestazione musicale che Viterbo ha colpevolmente ''sfrattato'' (a suon di impegni non onorati) e che ha trovato degnissimo riparo in provincia: prima a Castiglione in Teverina e da domani, fino al termine di luglio, a Bagnoregio. In mezzo, Italo Leali, patron delle kermesse nella Tuscia, ha organizzato e condotto in porto (è proprio il caso di dirlo) il festival jazz di La Spezia. Anche qui con ottimi risultati: settemila presenze certificate, ottimi artisti sul palco e di elevata caratura internazionale, enti promotori soddisfatti e pronti ad onorare per tempo gli impegni assunti. Un altro mondo, insomma, rispetto alla realtà viterbicola.