

VITERBO – “Basta passerelle e annunci, la Tuscia ha bisogno di fatti”. È questo il senso della dura presa di posizione del Partito Comunista Italiano nei confronti dell’amministrazione provinciale guidata dal presidente Alessandro Romoli. Al centro della critica ci sono le condizioni della rete viaria, l’edilizia scolastica e il mancato completamento della SS 675 Orte-Civitavecchia.
Secondo il PCI, esisterebbe una distanza significativa tra la comunicazione istituzionale della Provincia e le problematiche quotidianamente affrontate da cittadini, lavoratori e studenti.
Orte-Civitavecchia, l’opera ancora incompiuta
Uno dei principali nodi sollevati dal partito riguarda la SS 675 Orte-Civitavecchia. Il PCI contesta il susseguirsi di annunci, finanziamenti e aggiornamenti progettuali senza che l’opera sia ancora arrivata al completamento definitivo.
“Non servono passerelle o rimpalli di responsabilità – sostiene il PCI – ma certezze sui tempi di esecuzione, chiarezza sulla copertura finanziaria e la conclusione di un cantiere che da decenni condiziona lo sviluppo del territorio”.
Per il partito, il collegamento con il porto di Civitavecchia rappresenta un'infrastruttura strategica per la Tuscia e la sua definitiva realizzazione dovrebbe essere considerata una priorità.
Viabilità provinciale, l’allarme sulle condizioni delle strade
Nel mirino del PCI finisce anche la rete viaria provinciale. Buche, asfalto deteriorato e manutenzione ritenuta insufficiente, secondo il partito, renderebbero difficoltosi gli spostamenti quotidiani di migliaia di cittadini.
“Chi si mette in viaggio ogni mattina – affermano i rappresentanti del PCI – non cammina sulle promesse di bilancio, ma su strade dissestate e pericolose”.
La richiesta è quindi quella di passare dagli annunci all'apertura dei cantieri e a una programmazione degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Edilizia scolastica, le criticità degli istituti
Altra questione sollevata riguarda gli edifici scolastici di competenza provinciale. Il PCI richiama le proteste degli studenti e le problematiche segnalate in diversi istituti, tra cui guasti agli impianti di riscaldamento, palestre non utilizzabili e carenza di spazi adeguati alla didattica.
Per il partito, garantire scuole sicure, funzionali e adeguatamente riscaldate non può essere considerato un intervento secondario, ma un requisito essenziale per assicurare il diritto allo studio e la sicurezza di studenti e personale.
Ambiente e territorio
La nota del PCI affronta anche alcune delle principali questioni ambientali che interessano la provincia di Viterbo. Tra queste, il possibile deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, la gestione del ciclo dei rifiuti e la tutela delle risorse idriche.
Il partito chiede alla Provincia una maggiore capacità di intervento e una posizione più incisiva sulle vertenze che riguardano il futuro del territorio.
“Serve un cambio di passo”
La richiesta finale del Partito Comunista Italiano è dunque quella di un cambio di passo da parte dell'amministrazione provinciale.
“Servono meno presenze di rappresentanza e più interventi diretti e trasparenti”, sostiene il PCI, chiedendo di accelerare sulle infrastrutture strategiche, sulla sicurezza delle strade e sulla qualità degli edifici scolastici.
Una posizione firmata dal segretario provinciale del Partito Comunista Italiano, Luigi Caria, che riporta al centro del confronto politico le principali emergenze infrastrutturali e territoriali della Tuscia.