



VITERBO - Corradino è un cane bisognoso di affetto e cure e di ritrovare il suo meritato benessere: entrato in canile a Ceccano, in provincia di Frosinone, nel 2019, è probabilmente affetto da leishmania e si sospetta che soffra di intolleranze alimentari. Come questa bestiola innocente, altre stanno affrontando patimenti tra gli stenti e i silenzi pesanti di alcuni volontari: la situazione è dura e affligge quasi la totalità dei canili del Viterbese, con particolari criticità a Montefiascone, Soriano nel Cimino e Fabrica di Roma.



Gloria Cossio, volontaria invece dedita e appassionata, conosce Corradino e la sua storia, che raccontato con amarezza: “Mi hanno contattato per il cane, che è nel canile di Ceccano, in cui entra quest’associazione che si chiama Acl. Sono due mesi che si prova a farlo uscire, la volontaria che mi aveva chiamato aveva fatto un gruppo; si era trovato più di qualche stallo e quest’associazione, probabilmente per un eccesso di zelo, glieli ha tutti bocciati”. Corradino, che versa in uno stato di salute allarmante, è ancora in canile.
“Ho cominciato a informarmi sul canile: è malmesso, molti cani sono in quelle condizioni, quindi vuol dire che non vengono curati. Sono stati fatti gli esposti alla Asl e al Comune”, ha ripreso la Cossio. “L’associazione entra ogni tanto, non come noi che due volte a settimana andiamo su in questi canili lager che poi chiudono. Vengono per fare le foto, le mettono su Facebook e basta. Hanno fatto uscire qualche cane che ormai, però, era in fin di vita. Un volontario non deve tirar fuori il cane quando sta morendo, deve farlo quando comincia a non star bene”. Se si entra regolarmente e senza tacere le gravi problematiche, quindi, ci si riesce a interfacciare con i cani che stanno male. Corradino non riesce a uscire dalla struttura in cui è recluso e nonostante la Cossio abbia proposto in canile che fosse aiutato in una pensione qualificata per animali, questo stallo non è stato ancora contattato e il povero cane è ancora sofferente.
Anche nella Tuscia non sembrano esserci bagliori di speranza: “A Soriano il canile sta chiudendo. Due cani, che ho fatto tirar fuori da questo canile lager, sono nella pensione che ho proposto. Ora ne sono rimasti dentro una ventina, 20 ne abbiamo già fatti adottare. Con il canile di Fabrica di Roma ho fatto la stessa cosa: ho cominciato a mandare denunce e alla fine il canile ha chiuso. Ha riaperto adesso con un’altra persona, sperando che le cose vadano meglio”.
Ambiente degradato anche per il canile di Montefiascone, il cui ex gestore ha lasciato l’incarico un anno fa in seguito a diverse denunce, presentate a più enti. La Cossio ha aggiunto: “Un’associazione l’ha tenuto per 2-3 mesi e l’avrebbe dovuto prendere, ma ha trovato la scusa di non avere la pec e non si è presentata in tempo al bando”. Nemmeno adesso il canile sembra essere in buone mani.
“Il canile di Montefiascone è uno dei canili più in degrado dal punto di vista strutturale che io abbia visto: ci sono le grotte. Il bando è stato vinto da un’altra persona e la struttura, che viene aperta due ore al giorno, è rimasta sempre la stessa”. Memorabili sono stati gli striscioni di protesta lasciati nei giorni scorsi per le vie del paese: recavano la scritta “Rinchiusi 22h a 40 gradi”.
Unica mosca bianca il canile di Bagnaia, gestito da Paola Viglino: la struttura non ospita più cani da due anni a causa di un problema agli impianti fognari, ma lì i cani sono coccolati, preservati dalle malattie, amati e nutriti regolarmente da educatori esperti. Il benessere dei cani e la prontezza dell’uomo si incontrano quando si sceglie di intervenire: i più indifesi ai nostri occhi, ma pieni d’amore hanno sempre la necessità di essere protetti.



