

di Alessandra Pinna
VITERBO – La diminuzione del potere d’acquisto, la riduzione dei propri risparmi e l’incertezza del futuro. La crisi economica, insomma, fa da padrona anche quest’anno nel settore turistico made in Tuscia.
I dati presentati dal responsabile regionale Turismo di Confesercenti, Vincenzo Peparello, lasciano pochi dubbi interpretativi: l’estate 2013 si pone con più di un’incognita per gli operatori turistici.
Secondo i dati dello studio condotto da Assoviaggi-Confesercenti, infatti, le prenotazioni vanno a rilento. Rispetto al 2012 quelle in entrata si attestano al -15%, mentre quelle in uscita sono in ribasso del 7%.
I dati che provengono dalla costa viterbese continuano a essere negativi. La situazione migliora durante il week end, quando si registrano arrivi dal cosiddetto turismo ‘’mordi e fuggi’’, ma durante la settimana le spiagge sono praticamente deserte. Oltre alla crisi, quest’anno, a far precipitare le prenotazioni ci si è messa di mezzo anche l’incognita meteo: molti, infatti, sono stati i cittadini che in queste ultime settimane hanno evitato di spostarsi a causa del maltempo.
“Questa situazione – spiega Peparello – che solitamente è ben salda grazie al flusso turistico di prossimità, ovvero la presenza di romani e umbri, ha subito un calo rispetto allo scorso anno. Per via del maltempo – prosegue – gli operatori turistici hanno perso almeno 30/40 giorni di lavoro’’. Questo trend negativo si ripercuote sulle aziende che, proprio su questa tipologia di turismo, ormai sempre più frequente, puntavano a compensare il calo generale dei consumi.
Un calo dei consumi generato sempre più dal mutamento della tipologia di vacanza: negli ultimi anni, infatti, le famiglie hanno drasticamente ridotto, se non totalmente tagliato, il proprio budget e chi parte raramente supera i 10 giorni dedicati al relax estivo. ‘’Nel comparto del turismo non esistono i saldi – puntualizza Peparello – e i giorni in cui campeggi e alberghi sono stati vuoti sono ormai andati persi. A questo vanno ad aggiungersi anche le stangare dell’Imu e della Tares, che incidono sui fatturati aziendali per circa 28mila euro annui’’.
Altra nota dolente evidenziata dal responsabile regionale Turismo di Confesercenti è la picchiata del turismo sociale, quello in favore dei 'ceti popolari'. ‘’Secondo le nostre stime il 67% dei pensionati – ha dichiarato Peparello – rinuncerà alle vacanze. In questo modo si regredisce anche sotto il profilo sociale e dei diritti perche la villeggiatura non deve essere un lusso ma un diritto di tutti’’.
Ma se da un lato i dati forniti sono fortemente negativi, dall’altro Peparello non si scoraggia e formula la possibile ricetta per far rivitalizzare il settore: puntare sulla fidelizzazione del cliente, su eventi calendarizzati e sull’enogastronomia. ‘’ Sotto questo punto di vista, grazie al lavoro svolto da Unioncamere, in collaborazione con la Camera di Commercio e le associazioni di categoria del turismo, è stato fatto tanto. Lo scorso anno – conclude – con il partenariato del sistema camerale laziale il 30% in più dei tour operator ha inserito il Lazio nei propri programmi’’.
Ma intanto, per comprendere meglio la situazione, bisognerà attendere i dati dopo ferragosto e, infine, quelli a stagione conclusa.