ANNO 16 n° 115
Turismo, il ponte del 25 aprile tiene: l'80% delle camere č giā occupato
Nonostante il calendario meno favorevole rispetto al 2025, gli italiani scelgono le 'micro-vacanze'
25/04/2026 - 00:57

VITERBO - Vacanze brevi e di prossimità, ma il turismo primaverile per ora tiene. Per aprile-giugno le imprese cercano 418mila lavoratori, oltre 20mila in più rispetto al 2025

Non sarà il “grande ponte” dei calendari favorevoli, ma il 25 aprile resta una data simbolica per il turismo italiano: l’avvio della stagione dei viaggi primaverili e, insieme, la prima prova generale in vista dell’estate.

Per il weekend del 25 aprile, il tasso medio di saturazione della ricettività disponibile sui portali online si attesta all’80%, con circa 4,7 milioni di pernottamenti stimati nelle strutture ricettive italiane. Saranno soprattutto micro-vacanze, di breve durata e verso mete vicine, ma sufficienti a dare una spinta ai consumi turistici di primavera. È quanto emerge dal monitoraggio realizzato dal Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti.

La domanda si concentrerà soprattutto sulle destinazioni di prossimità: città d’arte, borghi, località outdoor, mare e montagna. Le performance migliori si registrano nelle aree montane, dove la saturazione dell’offerta disponibile online raggiunge l’89%, seguite dalle città e dai centri d’arte all’85% e dalle località marine all’84%. Più contenuti i valori per laghi, 75%, località termali, 74%, e aree rurali e di collina, 73%.

Anche sul piano territoriale emergono andamenti differenziati. I tassi più elevati sono rilevati nel Nord Est e nel Nord Ovest, entrambi all’83%, trainati in particolare da Trentino-Alto Adige e Lombardia. Il Centro si attesta all’80%, con la Toscana in evidenza, mentre Sud e Isole si fermano al 75%, con risultati migliori per Sardegna, Puglia e Sicilia.

Il quadro resta però segnato da una forte incertezza. Le tensioni geopolitiche, la crisi energetica e la volatilità dei prezzi dei trasporti stanno incidendo sulle scelte dei viaggiatori e potrebbero ridisegnare i comportamenti turistici nei prossimi mesi. La tendenza già visibile è quella di soggiorni più brevi, maggiore attenzione al budget e preferenza per mete considerate più sicure e raggiungibili anche con mezzo proprio.

In questo scenario, le imprese turistiche e della ristorazione sono già impegnate nella pianificazione della stagione estiva, in particolare nell’organizzazione dei servizi e nel reclutamento del personale. Secondo i dati Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior, su oltre 224mila imprese horeca con dipendenti interpellate, il 36,2% prevede nuove entrate di personale e collaboratori nel trimestre aprile-giugno 2026: in totale 418mila unità, oltre 20mila in più rispetto allo stesso periodo del 2025. “Per ora i dati del 25 aprile sono incoraggianti, anche se fotografano una domanda ancora breve e di prossimità, per motivi di calendario”, commenta Vittorio Messina. “Il turismo italiano si conferma reattivo, ma il contesto rimane complicato.

Come avevamo previsto, si registrano segnali positivi in vista del ponte del 25 aprile. A sottolinearlo è Vincenzo Peparello, Presidente di Assoturismo e Confesercenti di Viterbo , che evidenzia come nella zona della Tuscia, così come nel resto del Lazio, il tasso di saturazione delle strutture ricettive abbia raggiunto circa l’80%.Per l’occasione si registra anche una maggiore richiesta di personale, in vista non solo del ponte ma dell’intera stagione turistica. Oltre a Roma, i visitatori sembrano orientarsi sempre più verso le località della costa, i laghi, la campagna, le città d’arte e i borghi. Si tratta di dati incoraggianti, che assumono un valore ancora più significativo se confrontati con il 25 aprile 2025, quando le destinazioni turistiche avevano beneficiato di un ponte decisamente più lungo rispetto a quello di quest’anno. A favorire gli spostamenti contribuisce anche il bel tempo, che incentiva gite ed escursioni fuori porta e forme di turismo di prossimità. Per quanto riguarda la provenienza dei flussi turistici nella Tuscia, si segnala una prevalenza di visitatori provenienti dal Lazio stesso, ma anche da Umbria, Toscana, Campania e anche da alcune regioni del Nord Italia. Le prospettive positive riguardano anche il ponte del 1° maggio e, più in generale, l’intero mese. Tuttavia, resta alta l’attenzione sul fronte economico: i budget più contenuti potrebbero infatti incidere sulle scelte dei turisti, influenzando anche la stagione estiva e portando a un cambiamento nelle abitudini di viaggio. Da qui l’invito alle imprese e agli enti locali a farsi trovare pronti, per cogliere al meglio le opportunità offerte da una domanda turistica che, pur dinamica, appare sempre più attenta alla sostenibilità economica delle proprie scelte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 






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