

FABRICA DI ROMA – Un immobile confiscato alla criminalità organizzata da riqualificare. Un hotel da trasformare in casa di riposo per anziani e un investimento da oltre un milione e settecentomila euro. In mezzo una gara d’appalto che secondo la Procura della Repubblica viterbese sarebbe stata alterata e studiata appositamente per far vincere una ditta amica.
A finire nel mirino delle autorità giudiziarie nel 2017, il sindaco di Fabrica di Roma, Mario Scarnati, geometri, ingegneri comunali e liberi professionisti. Cinque in tutto, che a cavallo tra l’ottobre e il dicembre del 2015, avrebbero turbato la procedura pubblica negoziata, bandita dal Comune di Fabrica, per la realizzazione di una casa di riposo per anziani all’interno di un immobile confiscato e sequestrato alla criminalità organizzata. Lavori di riqualifica che sarebbero arrivati a sfiorare i novantamila euro.
Ieri il gip Savina Poli, dopo un’udienza a porte chiuse, ha deciso il loro rinvio a giudizio: in aula, dal prossimo 20 settembre 2019 dovranno tutti rispondere di turbativa d’asta in concorso.