

VITERBO - Turbativa d’asta: questo il reato ipotizzato dalla Procura della Repubblica di Viterbo a carico di alcune persone, ra le quali Regino Brachetti, ex sindaco di Tuscania ed ex presidente della Lait Spa, la società per l’innovazione tecnologica della Regione Lazio.
Nei giorni scorsi, secondo quanto si è appreso, il pubblico ministero Franco Pacifici, titolare dell’inchiesta che è durata alcuni anni, ha fatto notificare agli indagati, quasi tutti imprenditori del settore informatico, l’avviso di conclusione delle indagini.
Ora, inizia a decorrere il periodo entro il quale le persone coinvolte potranno chiedere di essere interrogate dal pubblico ministero o presentare una memoria scritta sui fatti loro contestati.
Al centro delle indagini ci sarebbe un appalto per la realizzazione d’impianti informatici indetto dalla Lait, alla quale avrebbero partecipato alcuni imprenditori sott’inchiesta, uno dei quali sarebbe di Tuscania.
Ai difensori degli indagati sono state consegnate alcune migliaia di pagine di atti d’indagine, tra i quali intercettazioni telefoniche, verbali d’interrogatorio ma anche documenti che, ad avviso dell’accusa, proverebbero la turbativa d’asta.
Nel corso delle indagini la procura avrebbe acquisito documenti sia nella sede della Lait sia della Regione Lazio. Tra gli altri, sarebbero stati ascoltati alcuni dipendenti della Regione che he hanno avuto a che fare con l’appalto al centro dell’attività della procura.
Tra una quarantina di giorni, il pubblico ministero deciderà se chiedere l’archiviazione del fascicolo o il rinvio a giudizio di tutti o di parte degli indagati.