

E' morto il segretario del Partito dei patrioti democratici Chokri Belaïd, ferito questa mattina in un agguato mentre stava uscendo dalla sua abitazione di Tunisi. Secondo le prime notizie, Belaid, è stato ucciso con quattro colpi d'arma da fuoco sparati da breve distanza. Belaid era soprattutto uno dei massimi esponenti di Nidaa Tounes, la formazione politica di recente costituzione e che è la più importante dell'opposizione tunisina. Nidaa Tounes è stata oggetto di numerosi atti di violenza da parte di miliziani della Lega per la protezione della rivoluzione, considerati fiancheggiatori del governo. Le prime informazioni raccolte sul luogo dell'agguato lasciano pensare ad una vera e propria esecuzione.
PROTESTE Centinaia di persone protestano davanti al Ministero dell'Interno, guidato da Ali Laarayedh, esponente di Ennahda. I manifestanti gridano slogan contro il governo, chiedendo le dimissioni del primo ministro Hamadi Jebali, pure lui di Ennahda, e stigmatizzando l'ondata di violenze politiche che si sta registrando in Tunisia contro gli oppositori. Il Ministero dell'Interno tusinino, su avenue Boughiba, è praticamente assediato da centinaia di persone che chiedono le dimissioni di Ali Laâryedh al grido di 'Chokri Belaid il nostro martire'. Le forze di polizia, fatte arrivare in gran numero, si sono dispiegate a protezione del palazzo, stendendo altro filo spinato rispetto a quello già presente e che isolava il Ministero. Un agente di polizia è rimasto ucciso nel corso degli scontri con i dimostranti a Tunisi
SCONTRI TRA MANIFESTANTI E SOSTENITORI ENNAHDA Scontri a Beja tra coloro che manifestavano contro l'uccisione di Chokri Belaid e i sostenitori locali di Ennahda. Nella città all'arrivo delle notizie sulla morte di Belaid centinaia di persone sono scese in strada per manifestare la loro rabbia, rivolta soprattutto contro il partito governativo islamico Ennahdha. I sostenitori del partito hanno anch'essi dato vita ad assembramenti, con il risultato di una violenta sassaiola tra i due fronti, quando un giovane ha tentato di incendiare la locale sede di Ennahda. Beja, al momento, è una città paralizzata: tutti i negozianti hanno infatti abbassato le saracinesche nel timore d'essere coinvolti negli incidenti.
BARRICATE DEI MANIFESTANTI - Nuovi violenti scontri sono scoppiati a Tunisi: i manifestanti stanno erigendo delle barricate nelle strade. I disordini davanti al ministero dell'Interno, su avenue Boughiba, si sono spostati nelle strade vicine. Sulla zona resta il fumo acre delle decine di lacrimogeni, che le forze di sicurezza continuano a lanciare per disperdere i manifestanti. Molti dei quali giovanissimi, che lanciano sassi verso gli agenti rimandando indietro le granate lacrimogene.
AMBASCIATA ITALIA RACCOMANDA PRUDENZA A CONNAZIONALI Gli avvenimenti di questa mattina (l'uccisione di Chokri Belaid e i disordini che si stanno registrando in molte città) hanno indotto l'ambasciata italiana a Tunisi a inviare, a tutti i connazionali residenti in Tunisia, un messaggio con il quale si invita alla prudenza. In particolare, nel messaggio si invitano gli italiani ad evitare i luoghi dove oggi e nei prossimi giorni ci siano assembramenti.
IL PREMIER - Il primo ministro tunisino scioglierà il governo per formare un esecutivo di unità nazionale. 'L'uccisione di Chokri Belaid è un atto di terrorismo che colpisce tutta la Tunisia - ha detto il primo ministro tunisino Hamadi Jebali - un atto criminale, di terrorismo - ha detto Jebali - non solo contro Belaid, ma contro tutta la Tunisia'. Jebali ha quindi lanciato un appello ai tuisini affinché 'diano prova di saggezza' e 'non cadano nella trappola criminale di chi cerca di fare piombbare il Paese nel disordine'.
SCHULZ, CRIMINE NON RESTI IMPUNITO L'uccisione del capo dell'opposizione tunisina è 'condannata con grande forza' dal Parlamento europeo. Lo ha detto il presidente Martin Schulz accogliendo nell'emiciclo il presidente tunisino Moncer Marzouki. 'Questo crimine non può restare impunito' ha aggiunto Schulz rivolgendosi a Marzouki, che sotto il regime è stato in esilio per 23 anni, dei quali 15 passati proprio a Strasburgo esercitando la professione medica.
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