ANNO 16 n° 273
Tumore al seno, nasce la Breast Unit
Il nuovo modello organizzativo adottato dalla Asl che mette al centro i bisogni
della donna; presentata la campagna di prevenzione ed educazione alla salute
16/10/2014 - 13:41

VITERBO – Un percorso diagnostico terapeutico assistenziale per le donne affette da tumore al seno che prevede un team multidisciplinare di professionisti e protocolli standardizzati. Tutto questo caratterizza la Breast Unit, il nuovo modello organizzativo adottato dalla Asl di Viterbo per mettere al centro i bisogni della donna, che è stato illustrato questa mattina nel corso di una conferenza stampa.

Un percorso che è iniziato nel 2006 con la nascita del Centro integrato di senologia dell’ospedale di Belcolle e che oggi, con l’istituzione della Breast Unit (BU) compie un grande passo avanti, “un buon punto di partenza per migliorare l’assistenza alle donne”, ha precisato il commissario straordinario della Asl Luigi Macchitella prima di lasciare la parola alla responsabile del progetto, la dottoressa Patrizia Frittelli. ''La Breast Unit nasce da un’esigenza nazionale, per creare su tutto il territorio centri che offrano cure a tutte le donne colpite dal tumore alla mammella. Lo scopo è la presa in carico globale della paziente con l’identificazione del miglior percorso diagnostico terapeutico personalizzato. Dal momento in cui la donna accede alla BU, se la diagnosi conferma il sospetto di un tumore, la paziente non verrà mai lasciata sola. potranno contare su un team di specialisti coinvolti nella diagnosi e cura del tumore alla mammella: radiologi, patologi, chirurghi, radioterapisti, angiologi, fisioterapisti e non da ultimi gli psicologi''.

I numeri d’altronde anche nella realtà viterbese parlano chiaro: “In un anno nel centro della Asl - ha proseguito il direttore sanitario Patrizia Chierchini – vengono trattate chirurgicamente circa 200 donne. La Breast Unit vuole privilegiare l’offerta sanitaria e assistenziale per le donne affrontandola a 360 gradi. I professionisti si baseranno su standard e protocolli internazionali che miglioreranno la qualità dell’offerta sanitaria e la paziente verrà informata in tutte le fasi del trattamento predisposto dall’equipe multidisciplinare”.

Fino a qualche anno fa era alta la percentuale di pazienti che andava a curarsi altrove, quasi il 50 per cento. Oggi invece è diminuita sensibilmente grazie all’attività di collaborazione e al lavoro portato avanti dalla Asl. “Ma c’è ancora tanto da fare – ha concluso la Frittelli – questo è solo il primo passo. L’obiettivo futuro è ottenere la certificazione European cancer care Cerification. Intanto però un risultanto importante l’abbiamo già raggiunto con la Breast Unit: la sua iscrizione a Senonetwork, un network nato nel 2012 che ha lo scopo di incentivare i contatti tra i vari centri e creare una rete di strutture sanitarie e professionali che operi secondo linee comuni”.

La conferenza stampa di stamattina è stata anche l’occasione di presentare la nuova campagna di prevenzione e di educazione alla salute della Asl di Viterbo. “Si chiama ‘Pensa a colori, scegli la prevenzione’ – ha spiegato il responsabile della comunicazione Luca Poleggi. Nel giro di due anni approfondirà di volta in volta diversi ambiti della prevenzione. Per ora sono state individuate dieci aree tematiche, che nel logo scelto per la campagna, sono rappresentate ognuna da un colore diverso. A fine mese presenteremo la prima, quella dell’educazione alimentare, a cui seguirà la sicurezza in casa, quella nei luoghi di lavoro, le dipendenze, l’ inattività fisica, le malattie sessualmente trasmissibili, gli incidenti stradali, l’arsenico, i programmi di screening e l’esposizione eccessiva a esami diagnostici”.

A Viterbo sono già stati affissi i manifesti di questa iniziativa, a partire dalla settimana prossima la campagna raggiungerà tutta la provincia.

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