ANNO 16 n° 273
Truffa, nuova udienza
per i Marchetti
I due fratelli, titolari della Gold Group, mercoledì davanti al giudice
07/11/2016 - 02:01

VITERBO – Nuovo episodio della saga Marchetti: stavolta, i due fratelli Elio e Catia, titolari della concessionaria auto Gold Group di via della Palazzina., dovranno rispondere di frode in commercio.

Secondo l’accusa avrebbero venduto un’auto usata di grossa cilindrata, taroccandone il tachimetro. Avrebbero infatti, scaricato dal motore di un’Audi A3, circa la metà dei chilometri effettivi, da 180 mila a 89 mila per aumentare il valore e la vendibilità della quattroruote.

A farne le spese un ignaro poliziotto di Monterosi, costituitosi parte civile nel processo, assieme al figlio: solamente dopo aver acquistato l’auto, si sarebbe accorto delle sue reali condizioni. Consumi troppo elevati per una vettura con così pochi chilometri alle spalle. Quindi la verifica da un meccanico di fiducia e l’amara scoperta. L’auto, 2000 di cilindrata, aveva avuto in realtà una vita su strada ben più lunga di quella che il concessionario aveva fatto credere loro. E così la denuncia e, per i fratelli Marchetti, un nuovo processo penale. Che si affianca a quello per la maxi evasione fiscale che viene loro contestata dalla procura: con un sistema collaudato di importazione di auto dall’estero, sarebbe riusciti a non pagare l’Iva per oltre 6 milioni di euro. Ma questa è un’altra storia.

A parlare, mercoledì scorso, in aula davanti al giudice Silvia Mattei, l’ex proprietario dell’Audi: ''Ho venduto la macchina alla concessionaria e ne ho acquistata una nuova. Non so nulla di cosa sia successo dopo. Non sarei mai venuto a sapere del chilometraggio scalato, se successivamente non mi avesse chiamato la polizia. Mi volevano parlare. Sono andato in questura, ma non ho potuto aiutarli.''.

All’oscuro di tutto, quindi, così come il dipendente della concessionaria ascoltato a maggio: ''Ho solo illustrato agli interessati l’auto, nulla di più, le caratteristiche della carrozzeria, la potenza del motore – aveva spiegato – i dettagli di vendita, come prassi, sono curati dall’ufficio amministrativo.''. Non sarebbe stato presente al momento reale dell’acquisto, né tantomeno agli incontri successivi, in cui gli acquirenti lamentarono le perplessità sul veicolo.

''So che l’auto è stata restituita – aveva concluso - così come l’assegno di pagamento, ma nulla di più’’.

L’udienza è aggiornata al prossimo 21 dicembre.






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