

VITERBO - Il nucleo speleo sub dei vigili del fuoco di Viterbo ha partecipato alle ricerche di Valerio Nunziata, il 29enne di Scalea (Cosenza), trovato morto ieri (domenica 13 maggio) nelle grotte dell’isola di Dino, in Calabria. Gli uomini del comando Garofalo hanno lavorato insieme ai colleghi di Vicenza, Roma e Reggio Calabria. Nell’operazione, durata 24 ore, sono stati impegnato oltre 30 uomini ed una quindicina di mezzi terrestri e nautici ed aerei. Gli specialisti si sono dati il cambio nelle immersioni alla ricerca del giovane disperso battendo palmo a palmo l'area fino al ritrovamento. Il cadavere, incagliato in una cavità, appena portato in superficie, è stato adagiato su una motovedetta della capitaneria di Porto che lo ha portato a Maratea.
Nunziata si era immerso nel primo pomeriggio di sabato assieme ad un amico. L'esplorazione aveva riguardato la grotta del Gargiulo, uno dei luoghi più belli e suggestivi dell'area sottomarina, che si sviluppa per oltre 140 metri di lunqhezza e che propone straordinari fondali di gorgonie. I due sub si sono mossi assieme ma ad un certo punto l'amico, forse per la scarsissima visibilità determinata dalla presenza di fanghiglia sui fondali che ha ridotto di molto la visibilità, non lo ha più visto. Prima di riemergere il sub ha tentato in tutti i modi di cercare il collega, poi però è risalito in superficie per cambiare la propria bombola sulla barca dove ad attenderli c'era una terza persona. Si è immerso di nuovo ma di Valerio nessuna traccia.
Il compito del riconoscimento spetterà adesso al padre del giovane che, con gli altri parenti, ha seguito tutte le fasi della vicenda sulla spiaggia fino al ritrovamento.