ANNO 16 n° 274
Trova il figlio con droga, mamma fa arrestare
i suoi spacciatori
15/03/2014 - 13:33

VITERBO - Avevano il monopolio dello spaccio di eroina e cocaina a Viterbo, Terni, Rieti e Perugia, le sette persone arrestate questa mattina dalla polizia di Terni grazie alla collaborazione di quella che gli agenti hanno definito ''mamma coraggiosa''.

A mettere in apprensione la donna i repentini cambiamenti, fisici e caratteriali, del proprio figlio adolescente: quando gli ha trovato nel portafoglio quella che poteva essere una dose di droga, la giovane madre è immediatamente andata in questura. Anche grazie alle sue indicazioni, la polizia ha puntato l'attenzione su un nigeriano di 33 anni, già arrestato il 30 settembre scorso per spaccio, su larga scala, di cocaina ed eroina, con un giro d'affari stimato dagli investigatori intorno agli 80mila euro a settimana.

La polizia ha appurato che, con il marito in carcere, a portare avanti l'attività di spaccio era la moglie, 31 anni, al settimo mese di gravidanza e già madre di 6 figli minori (i quattro più piccoli a Terni e i due più grandi in Nigeria): con lei collaboravano cinque marocchini, tutti con precedenti per droga, di età compresa tra i 50 e i 25 anni. Due di loro vendevano eroina e cocaina ai pusher di fuori Terni, mentre gli altri tre rifornivano il mercato locale, anche alla cosiddetta 'Terni bene'.

Il canale di rifornimento della droga - è stato accertato dalla polizia - proveniva dal Basso Lazio, in particolare dall'Agro Pontino, con l'utilizzo di corrieri che arrivavano a Terni in treno e consegnavano la sostanza direttamente a casa della 31enne nigeriana. Nelle abitazioni degli arrestati, con l'ausilio dell'unità cinofila di Pescara, gli agenti hanno trovato 100 grammi tra cocaina ed eroina, bilancini di precisione, diversi etti di sostanza da taglio. Al contrario di quanto era avvenuto in settembre, quando era stato arrestato soltanto il marito, stavolta è finita in carcere anche la moglie: i suoi figli sono stati affidati ai servizi sociali del Comune.

E' la questura di Terni a ricordare che la famiglia nigeriana è tuttora assistita dalle associazioni caritatevoli della città, in quanto considerata indigente. Definito dal giudice uno 'spacciatore residenziale', il nigeriano capo-famiglia - secondo l'accusa - aveva creato a casa sua una vera e propria centrale dello spaccio. In occasione dell'arresto, l'uomo avrebbe detto agli agenti che nel suo Paese d'origine sta costruendo una grande villa in riva al mare.






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