ANNO 16 n° 275
Trova 14 reti da pesca in riva al lago e si ritrova imputato per ricettazione
''Le ho solo messe al riparo''
05/03/2018 - 06:31

BOLSENA – ''Ricordo ancora il lago in burrasca di quella notte. Quando sono rientrato al porticciolo e attraccato la mia barca, ho visto sulla riva un groviglio di reti. Le ho prese e messe al riparo sotto una tettoia vicina''.

Quattordici reti per la pesca del coregone senza alcun segno di riconoscimento: ''Non ci sono etichette con i nomi dei proprietari o delle barche a cui appartengono. Tutte le reti sono uguali. È difficile, solo guardandole, capire di chi siano''. E così, per averle messe al riparo dal maltempo sotto la propria tettoria – secondo la sua versione - si sarebbe beccato una denuncia per ricettazione e un processo, giunto alle sue battute finali.

La scorsa settimana, davanti al giudice monocratico Pintimalli, sono arrivate le conclusioni di accusa e difesa: per il pubblico ministero, l’uomo, un pescatore di mezza età, sarebbe responsabile del furto delle reti e per questo ha chiesto una condanna a 4 mesi di arresti e 200 euro di multa. Per la difesa, invece, non esisterebbe alcun reato: l’imputato avrebbe semplicemente trovato a terra una cosa smarrita, senza proprietario. ‘’Di nessuno, per questo deve andare assolto’’.

Nessuna sentenza, però. Il giudice, dopo alcuni minuti di camera di consiglio sceglie di ascoltare anche la versione della parte offesa e di convocarla in aula per il prossimo 3 aprile. Solo allora deciderà se condannare o assolvere il pescatore di Bolsena.






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