

VITERBO – Un ''via vai’’ sospetto a casa della vicina, che non gli avrebbe fatto dormire sonni tranquilli. S.M., 72enne originario di Celleno, ma residente a Viterbo, non si sarebbe dato pace del continuo entrare e uscire di uomini dal portone della sua dirimpettaia. Per questo avrebbe tentato in tutti i modi di renderle la vita impossibile e di costringerla ad un trasferimento. Cosi che in quel casale alle porte della città potesse finalmente tornare a regnare la tranquillità.
Una scelta non proprio saggia se si pensa che ora per l’uomo si sono aperte le porte del tribunale: su di lui l’accusa di stalking ai danni della vicina.
47 anni, nata in Sicilia, F.C. si sarebbe rivolta ai Carabinieri solamente dopo mesi di minacce, insulti, sgarbi ricevuti e tentativi di mediazione non riusciti.
Ieri, di fronte al giudice Silvia Mattei, si è aperto il processo a carico dell’uomo, rinviato a giudizio a settembre 2016: rappresentato in aula dall’avvocato Luigi Mancini, dovrà difendersi dalle accuse formulate per lui dalla Procura, dopo i racconti resi dalla donna.
La vicina di casa – che ora si è trasferita in Spagna - avrebbe raccontato agli uomini dell’arma di essere stata vittima di veri e propri atti persecutori ripetuti e continuati nel tempo.
Il 72enne le avrebbe più volte bucato le gomme della macchina, l’avrebbe minacciata di morte e insultata di fronte a tantissime persone. Un comportamento, questo, che avrebbe generato nella donna uno stato di timore e angoscia per la proprio incolumità e quella delle persone a lei vicine.
Si tornerà in aula a ottobre 2018 per ascoltare i primi testi dell’accusa.