ANNO 16 n° 274
Troppi processi fratelli Marchetti: mancano i giudici
13/01/2021 - 10:14

VITERBO - Sembra praradossale, ma è proprio cosi.

I fatti addebitati ai fratelli Marchetti e soci (titolari a Viterbo di un autosalone che commercializzava auto di lusso provenienti dalla Germania) che li portarono dal maggio 2017 a processo per associazione per delinquere finalizzata alla evasione fiscale si sono spezzettati in varie processi tutti presso il nostro Tribunale.

I filoni di inchiesta presero di tempo in tempo il nome giornalistico “Déja Vu Uno, “Déja vu due” ed oggi anche “Déja vu ter” nel quale è imputato un tale Adrian Glowats (difeso dall’avv. Anna de Cesare) fornitore tedesco delle auto al clan Marchetti.

Però, ieri davanti al collegio della dr.ssa Mattei (giudici a latere Massini e Autizi) la giustizia è andata in tilt.

Per la “necessità” di aprire diversi processi a carico dei Fratelli Elio e Rosalba Marchetti, Emilia Tiveddu, Giuseppe de Lucia e Domenico Sordo, quindi il tedesco Glowats, tutti i giudici in forza del Tribunale di Viterbo sono stati interessati, chi come GUP, chi come giudice monocratico e chi come componente di un collegio per cui i processi chiamati ieri davanti alla dr.ssa Mattei (“Déja vu bis e ter”) non si sono potuti nemmeno iniziare perché nessuno dei componenti del collegio poteva ritenersi terzo nel giudicare avendo loro stessi in passato giudicato gli stessi imputati.

Un particolare va notato. Il processo a carico degli imputati sarebbe per evasione fiscale, presumibilmente per mancato versamento di IVA sino ad oltre cinque milioni, quindi “parte offesa” è l’Agenzia per le entrate, ma questo ufficio non si è mai costituito parte civile per ottenere il ristoro in occasione di condanna degli imputati.

Non si capisce se per trascuratezza o calcolo.

Comunque, ieri, dopo poche battute iniziali tra Difesa, Procura e presidente Mattei i processi sono stati sospesi per astensione della stessa presidente i giudici a latere ed il fascicolo inviato alla Presidente del Tribunale dr.ssa Covelli per l’assegnazione ad un altro diverso Collegio.

Ma il problema è difficile da risolvere. Non ci sono giudici in forza al Tribunale di Viterbo che non abbiano già giudicato in qualche modo gli odierni imputati, quindi formare un collegio che probabilmente potrà essere presieduto dal dr. Mautone ma non si sa da chi assistito a suo latere.

Nel frattempo, la prescrizione incombe.






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