ANNO 16 n° 273
Troppi assenti
consiglio deserto
Taborri chiede l'appello: la maggioranza si ferma a 16. Si va a casa
03/12/2015 - 19:16

di Andrea Arena

VITERBO - Sembrava un tranquillo pomeriggio di politica di provincia, e invece no. In consiglio comunale la maggioranza era riuscita a imporre il suo gioco (ol non gioco), vale a dire la melina. Anticipando tre punti ''innocui'' (vestiario della polizia locale, nuovo software per calcolare le fasce di reddito dei cittadini, regolamento di polizia mortuaria), ed evitando, anzi dribblando, il tema potenzialmente spinoso della nomina del presidente del collegio dei revisori dei conti. Cioè di quel Lorenzo Ciorba che è anche il papà del presidente del consiglio Marco.

Tutto bene, fino alle sette della sera, ora in cui la stanchezza si comincia a sentire, cala la palpebra e anche l'attenzione. Così è bastasse che quella vecchia volpe di Goffredo Taborri chiedesse la verifica del numero legale per mandare in bambola la squadra che sostiene l'amministrazione. Sono appena in 15 i presenti, ne servirebbero due in più. La minoranza, intanto, esce e sorride sotto i baffi (che sono di Taborri, ma anche di Insogna, per dire). Dieci minuti dopo, l'ultimo e decisivo appello: non basta il rientro in aula di Mongiardo. Minchella, sempre del Pd, è andata a casa, e non sbuca neanche il salvatore della patria Filippo Rossi. Ci si ferma a 16. Al presidente del consiglio Ciorba non resta che prenderne atto e dichiarare ''deserta'' la seduta. Che ora dovrà essere riconvocata.

Non una bella figura per la maggioranza, forse un po' troppo rilassata dopo aver risolto senza affanni la mozione di sfiducia di un mese fa. Ma non è una giustificazione, quando si è esposti agli occhi della città tutta. 

Ore 19.12. Niente da fare: la maggioranza recupera soltanto Mongiardo. Le tre assenze (Fritelli, Minchella e, udite udite, Filippo Rossi) fanno fermare i presenti a 16. Troppo pochi per continuare, la seduta è dichiarata deserta. Non una bella figura.

Ore 18.56 Clamoroso al Cibali: Taborri chiede il numero legale. La maggioranza è dispersa chissà dove, chissà perché. Forse qualuno sde n'è addirittura a casa. Morale: seduta sospesa e aggiornata alle 19.10. Se per allora dovesse arrivare qualche rinforzo, bene, altrimenti si finisce qui.

Ore 18.43 ''Il regolamento sulla polizia mortuaria si voteerà punto per punto'', precisa la vicepresidente reggente d'aula Daniela Bizzarri. Ergo: la votazione sarà lunga. Ergo bis: è ufficiale che l'ormai celebre punto 3 (quello sulla nomina del presidente del collegio dei revisori di conti) slitterà almeno alla proissima a casa.

Ore 18.37 Ora, va bene che è una cosa necessaria e utile, ma esiste una tortura peggiore del sorbettarsi miunuti venti (20) di lettura del regolamento di polizia mortuaria? A parte l'Isis, certo.

Ore 18.20 Ma anche questa anticipazione passa.

Ore 18.17 Ora è Treta (Lista civica dei diritti) a chiedere l'anticipazione di un altro punto, il 4, sul ''regolamento di polizia mortuaria''. La melina della maggioranza - che ha tutti i numeri e forse anche i diritti per farla - continua con brio. Per la cronaca, il punto 3, quello saltato, è sulla nomina di Ciorba (padre) a presidente del collegio dei revisori dei conti.

Ore 18.13 Si era partiti dal software (già acquistato) e si è finito per parlare di tutto e di più, dalla spazzatura di Livorno alle campagne stampa de L'Unità fino al contegno (sic) da tenere in consiglio. Se continua così, sarebbe ora di andare a casa, almeno per stasera.

Ore 18.09 Insogna (Gal) ancora una spanna superiore a tutti, a livello di calembour: ''Questo è il Palazzo dei papi, non lo facciamo diventare il Palazzo dei pupi''. No, quello dovrebbe trovarsi in Sicilia, ad occhio.

Ore 17.57 Sulle mense, comunque la notizia la dà l'assessore alla Scuola Tonino Delli Iaconi: ''Entro il 31 dicembre porteremo i consiglio la delibera sulle nuove tariffe delle mense, visto che per quella data scade la deroga''.

Ore 17.50 Ora si discute dell'acquisto (già avvenuto, pare) di un software per calcolare l'Isee (cioè il reddito) delle famiglie, utile per determinare le fasce per i contributi mensa. E' tutto un ''open source'', ''codice sorgente'' e altri paroloni, con De Dominicis (Cinque Stelle, ovvio), grande protagonista.

Ore 17.44 C'è da dire che mentre si discute del loro abbigliamento, i due agenti della polizia locale presenti in aula per regolamento non fanno un plissè. Impassibili.

Ore 17.33 Mentre si discute di quisuillie e pinzillacchere (con tutto il rispetto), è Troili show: il consiglierer bagnaiolo del Pd si è andato a sedere tra i banchi dell'opposizione, a fianco di Chiara Frontini.

Ore 17.30 Il bando dell'affidamento del servizio di tesoreria passa all'unanimità con l'astensione della minoranza. Ora Volpi (Pd) ha chiesto l'anticipazione di due punti all'ordine del giorno: uno sul vestiario per la polizia locale e un altro su una ratifica. L'anticipazione passa, la maggioranza fa la classica melina per evitare soirprese (tipo la discussione sui revisori di conti di cui sopra, anzi sotto).

Ore 17.19 Ubertini (Forza Italia), chiede la verifica del numero legale: ''Stiamo discutendo di una cosa importante è delicata, è opportuno che i consiglieri stiano in aula''.

Ore 17.04 Si passa al primo punto all'ordine del giorno: ''Affidamento dei servizi di tesoreria comunale''. Passo. 

Ore 16.56 Daniela Bizzarri (Pd) annuncia che produrrà presto un rendiconto delle assenze e delle presenze dei consiglieri di maggioranza e minoranza dal 2013 ad oggi: ''Mi associo a quanto già chiesto dal consigliere De Domincis. Visto che spesso manca il numero legale, è giusto che i viterbesi sappiano chi viene in consiglio e chi manca, specie per quanto riguarda la maggioranza. Perché mi sono stufata di sentirmi dire che la maggioranza è sempre ridotta all'osso, si deve sapere chi fa mancare i numeri''.

Ore 16.46 Sul tema interviene Goffredo Taborri (Gruppo misto): ''Ma se debbo portare delle persone che vogliono visitare la sala e della mostra non gliene importa niente, pagano o non pagano?''. Barelli: ''Succede dappertutto che in occasione di eventi anche nei palazzi storici solitamente gratuiti si paghi. Mi auguro, anzi, che Palazzo dei priori ospiti più spesso esposizioni del genere''. E Taborri: ''Ma questo è un palazzo pubblico. La prossima volta la mostra fatela da qualche altra parte''.

Ore 16.42 Si parte con le interrogazioni. Marini (Forza Italia) chiede a Barelli: ''Ci avete invitato all'inaugurazione della mostrra d'arte, La natura silenziosa delle cose. Ma c'è scritto che si dovrà pagare 5 euro per visitare la mostra in Sala regia., mentre il regolamento del Comune dice chiaramente che l'accesso e la visita della sala è gratuito''. Barelli: ''L'ingresso all'inaugurazione, la mattina dell'8 dicembre, è gratis. Dal pomeriggio si paga: non per visitare la Sala regia, ma la mostra, che è diverso. Una volta finita la mostra, tutto tornerà come prima''.

Ore 16.40 C'è il numero legale, infatti, grazie a Rossi che risponde all'appello con uno squillante e provocatorio ''Presente''.

Ore 16.37 Si va per l'ambo, cioè per il secondo appello. Stavolta la maggioranza dovrebbe avere il quorum, anche perché laggiù in un cantuccio è apparso, siori e siore, Filippo Rossi.

Ore 16.20 Per onor di cronaca - e soltanto per questo - riportiamo la battuta di un istrionico consigliere di minoranza dopo aver letto il suddetto cartello: ''Porta allarmata? La città pure''.

Ore 16.04 Mentre si conta ''chi c'era, chi non c'era e chi quel giorno lì inseguiva la sua chimera'' (semicit.), di là, in Sala regia, fervono i preparativi per l'allestimento della mostra ''La natura silenziosa delle cose''. Operai al lavoro e un cartello sulla porta che dà sulla sala d'Ercole che è inquietante: ''Porta allarmata. Non aprire!''. Inquietant5e soprattutto per il punto interrogativo. Achtung banditen.

Ore 15.57 Ciorba (Marco) suona la campanella e richiama in aula i consiglieri. E' il momento dell'appello. La minoranza esce dall'aula. Il numero legale non c'è. ''Seduta aggiornata alle 16.30'', dice il presidente.

Ore 15.46 E' passato un  quarto d'ora dall'orario concordato e non si muove foglia. Ad occhio, il primo appello è a rischio, perché in maggioranza potrebbe mancare qualcuno. Certo., c'è sempre l'aiutino Filippo Rossi da giocare, chissà se stavolta ce ne sarà bisogno.

La presentazione Giovedì gnocchi, e consiglio comunale. Sempre che la seduta di oggi si faccia, perché il rischio è alto. Non che il menù - gnocchi a parte - offra molto: i punti all'ordine del giorno sembrano un po' mosci, in attesa di riprendere la prossima settimana la discussione sulla decadenza del consigliere Moltoni Francesco detto Chicco. A meno che qualcuno oggi non tiri fuori un argomento insidioso (o velenoso) come quello sulla nomina del presidente dei revisori conti. Quel Lorenzo Ciorba che è anche il papà di un altro presidente (del consiglio comunale), Marco. La maggioranza e l'amministrazione, corroborati dal giudizio della Prefettura, sostengono che le procedure sianol state regolari e sacrosante, le opposizioni invece fiutano l'odore del sangue.

Facebook Twitter Rss