ANNO 16 n° 245
Tripudio di festa… Bellezza che resta: gli spot del passato e le nostre occasioni speciali
Rubrica 'Pubblicittà' a cura di Elsa Berardi
Elsa
02/09/2026 - 11:17
di Elsa Berardi

VITERBO - Se con Balla, salta, Capo, Capo si è toccata la vetta del brio in Pubblicittà, è nelle occasioni reali che si ottiene la simbiosi tra le persone e il territorio: Viterbo si sta preparando ad accogliere la bella Macchina, nella cornice stellata del trasporto per Santa Rosa.

Per carità, il compito odierno di questa rubrica non è avventurarsi nella descrizione dell’evento, tanto traboccante di dinamismo quanto intimo per la città; il lascito delle osservazioni che seguiranno è da inquadrare nell’impatto dei claim e deve rimanere aderente a questo ambito. È ciò che l’uomo realizza a necessitare di continua revisione, non quello che vive spontaneamente, soprattutto se unito agli altri in una piazza di cuori in tumulto.

La pubblicità può essere veicolo di entusiasmo, presidio di dedizione alle attività produttive o altoparlante delle occasioni speciali: qualunque sia la sua facciata, in televisione e nel broadcasting crossmediale, l’aderenza al messaggio di gioia deve guidarne l’audience e mai sopraffarla nei sentimenti. Se vedere è imparare a riconoscere un fenomeno, la “maestra” TV – bonaria e gregaria a giudizi alterni – può aiutarci a focalizzare il significato della festa in un claim, la sua profonda attinenza alla vita e la sua grande assenza nel quotidiano.

Cimentiamoci, allora, in un’analisi di spot tematizzati sulla festa, sulla forza dell’unione e sui sogni di chi si entusiasma: vederci nello schermo non risponde alle nostre domande, ma contribuisce a rappresentarle in un’ottica collettiva. Non dimentichiamoci di viverle sorridendo… E non lasciamo a casa la curiosità!

 

1. Lancillotto manca a tavola, ma la festa è pronta a stupire: dal reame alla famiglia con i cracker Pavesi (dal 1965). Link al video: https://www.youtube.com/watch?v=zyKofdjjLaM

Un bizzarro e sprovveduto Re Artù, dal piglio divertente e tutto meno che maestatico, reclama l’assenza di Lancillotto alla Tavola Rotonda dei Cavalieri. Pavesi non sbgalia una! Un’allusione morfologica è servita a pranzo, ovviamente quella tra il tavolo decisionale e la mensa imbandita per i pasti, ma l’opera letteraria di Goffredo di Monmouth è ulteriormente stravolta pro video: Ginevra, fiammante conquistatrice del cuore di Lancillotto, è in questa soluzione di Carosello una distratta spadaccina, che ritarda la presenza del prode al ricevimento. Giri di lancia assestati a vuoto, ma con un’ingenua incoscienza, un magro Lancillotto che si vuol dimenare e i cracker come simpatico antipasto famigliare costituiscono qui le fondamenta di un castello: la pubblicità narrativa e piena di effettistica canora, sonora e poetica appetibile per i bambini. Quando Lancillotto è riportato in sede di mensa, il fastoso reame di Artù, Ginevra si improvvisa insospettabile filanda e crea un contrasto di concetti: quello tra l’aderenza femminile alle imprese cavalleresche, terreno in cui erano ritenute impacciate, e stratagemmi “da focolare”, per sviare l’attenzione e tornare uguali alle altre. Un camuffamento che, con l’evolversi dei costumi sociali, non ha più visto successo dagli anni ’70, ma che in questo spezzone alleggerisce il momento del banchetto di corte. Ultimo approdo? La casa privata e la famiglia: il babbo e la mamma che servono i cracker e una festa di gioia che accoglie i commensali.

2. Anche i campioni si fermano a mangiare: Sofficini Findus, un premio dopo lo sport (1986). Link al video: https://www.youtube.com/watch?v=7-SKGCLw2kY

Documento in © Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa

“Mammina, anche tu sei un campione!”: questa l’armoniosa chiosa, sebbene senza la declinazione al femminile, del nostro spot di Sofficini Findus. Protagonista è un bambino orgoglioso e disciplinato, aspirante karateka, ma il vero personaggio trainante è la mamma che lo sostiene, assecondando qualche principio di troppo per l’età. Il piccolo ha probabilmente concluso un allenamento – la diffusione delle arti marziali, complice il telecomando gradualmente acceso sugli anime, era agli albori della sua fortuna – e sembra contrariato dopo l’invito di sua madre a mangiare. Apparecchiata la tavola con gli squisiti Sofficini, la tensione iniziale diventa curiosità: scoperto il “segreto” del sorriso che celano, emblema del prodotto assaggiato con la forchetta, è tutto un divenire di compagnia e serenità. Il bambino, apparentemente disincantato, catalizza la scena in una festa degli ingredienti, in cui basta poco per ottenere amore in un rapporto tanto innato e solido.

3. Festa “al contrario” o aspirazione a un futuro diverso? Kasia Smutniak è emblema di coraggio per Tim C@fè (2002). Link al video: https://www.youtube.com/watch?v=Ob0jYOr7njc

Una donna che sceglie di sfuggire a una sorte pianificata, forse annosa, probabilmente scomoda e, in realtà impositive, socialmente qualificante: un matrimonio. E se non lo avesse davvero desiderato? Questo spot, distante da noi nemmeno un quarto di secolo, sembra denunciare gli ingranaggi degli ambienti che ci avviano alla compiacenza. Come reagire con lucidità? Chi ricominciare a essere? L’indipendenza di una persona segnata da un cammino simile, sebbene sotto l’effige di un provider telefonico, pare riavvolgere il nastro vitale poco prima di arrivare all’altare. La bravissima Kasia Smutniak, in questa realizzazione, rende con forza e drammaturgia la scelta di una vita autentica, non per questo nomade e priva di affetti stabili. Il servizio pubblicizzato è Tim C@fè, community di messaggistica, un’idea che sublima l’ottimismo sull’ “Internet sociale” nascente. Queste tecnologie sono state riorganizzate alla luce di esigenze e interrogativi altrettanto nuovi, ma una musica di festa ci è rimasta nelle orecchie: l’iconica “Everywhere” di Michelle Branch, con l’assolo di chitarra che l’ha resa speciale.

4. Vodafone sceglie gli Oasis… E gli amici a quattro zampe: l’arte non è di strada, ma di casa (2011). Link al video: https://www.youtube.com/watch?v=C0fZXZ5ozdE

Quello che pare un assolato pomeriggio primaverile (o autunnale, a guardare gli abiti) evolve in un’esibizione cagnolino-voce umana: un duetto che colma ogni avventore di speranza, soprattutto nell’accoglienza dell’altro e dell’inaspettato. Il brano “doppiato” è “Whatever” degli Oasis, mentre l’effetto creato da Vodafone è la promozione di un servizio usuale attraverso un repertorio emozionale vasto: la sorpresa, l’aria di monotonia che non la passa liscia, la dolcezza di un cane che cassa ogni noia e la scoperta di una forma d’affetto che non si serve delle parole. A partire da questa temperie, l’animale da compagnia conquista una predominanza di azione nello spot pubblicitario, divenendo non solo motore di dolcezza e di scambi tra umani, ma la rappresentazione più sconfinata del compagno di viaggio. Una traduzione gentile del nostro essere, o meglio, un’identità complementare alla nostra vita, ai nostri incontri e alle nostre attività, anche – come in questo caso – amatoriali o professionali. Forse, “doppiando” proprio un celebre regista, il cane e il gatto somigliano a persone a cui sono state tolte le parti più noiose.

Rimane solo da augurare una buona festa patronale a Viterbo, un felice ritrovarsi nelle piazze e nelle strade… E, per ogni giorno, una condivisione matura degli stimoli positivi che arrivano dai media.






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