ANNO 16 n° 275
Trichet: ''Italia ha esitato ma poi direzione giusta''
09/09/2011 - 10:51

L' Italia pur tra qualche «complessità» ed «esitazioni» iniziali si sta muovendo nella giusta direzione rispetto a quanto indicato dalla Bce. Così Jean-Claude Trichet nel corso di una conferenza stampa trasmessa in diretta da Francoforte. Le comunicazioni al governo Berlusconi, chiarisce tra le altre cose il presidente uscente della Banca centrale, sono state concordate con il prossimo numero uno dell'Eurotower, il governatore Mario Draghi, che assume l'incarico dal prossimo novembre.

LA LETTERA, L'ESITAZIONE, L'IMPEGNO - «Vorrei sottolineare che abbiamo inviato dei messaggi al governo italiano insieme a Mario Draghi. Dopo alcune esitazioni, alcune complessità, alla fine si è visto qualcosa che va nella direzione dell'impegno iniziale. E il procedimento è ancora in corso. Ma le misure prese confermano una cosa che era molto importante per il consiglio direttivo della Bce e cioè un primo impegno del governo italiano. Ho parlato anche con il presidente Napolitano e ho avuto rassicurazioni. Occorre mantenere le promesse per riportare credibilità e fiducia sui mercati».

NESSUN DIKTAT A ROMA - La Bce, precisa comunque Trichet, «non ha dettato» un programma di riforme al governo di Roma . «Si tratta di messaggi, non dettiamo alcunchè per definizione, non imponiamo nulla, consideriamo nostro dovere dire a tutti i governi che devono rispettare il Patto di stabilità e di crescita». Nella situazione italiana - ha spiegato Trichet - «abbiamo analizzato la situazione, riflettuto su cosa fosse importante per ristabilire il merito di credito».

MA SE NON BASTASSE, L'ITALIA FACCIA DI PIU' - «L'Italia, come gli altri paesi, deve prevedere i trend e se ci sono nuove misure da assumere bisognerà assumerle». La Bce, precisa Trichet «non sta negoziando con Roma. Noi non negoziamo con alcun governo. Abbiamo inviato dei messaggi per chiedere all'Italia un certo numero di orientamenti per centrare l'obiettivo del ritorno della fiducia sui mercati»

IL SOSTEGNO NON E' PER SEMPRE -Trichet ha glissato sul sostegno al debito da parte della Banca centrale e sul proseguimento dei programmi di acquisto di Btp. In precedenza, però, il presidente della Bce ha affermato «che tutte le misure di sostegno sono da considerare come temporanee»

IN EUROPA MAGGIORE INCERTEZZA E PIU' RISCHI - Nell'area euro «l'incertezza è particolarmente alta» e sulla crescita «prevalgono i rischi». «Stiamo attraversando la peggior crisi dalla seconda guerra mondiale». È dunque «fondamentale» che le misure di risanamento fiscale annunciate dai governi europei siano «anticipate» il più possibile e «messe in pratica integralmente» è il monito di Trichet. «L'incertezza è particolarmente alta» per le economie dell'area euro. E i rischi si sono intensificati» ha detto in apertura di conferenza . La crescita sarà «modesta» e inferiore alle aspettative, risentendo nella seconda parte dell'anno del rallentamento mondiale.

TRICHET DURO CON LA GERMANIA. LE CRITICHE? NOI SIAMO INDIPENDENTI - Secca replica di Trichet alle critiche di alcuni economisti tedeschi che hanno definito la Bce una «bad bank» che acquista titoli di Stato rischiosi. «Noi siamo independenti e prendiamo decisioni che a volte non piacciono ai governi» dice Trichet alzando un pochino la voce. «Noi siamo chiamati a garantire la stabilitá dei prezzi, lo abbiamo fatto impeccabilmente per 13 anni. Questo è il nostro lavoro. La decisione di comprare titoli di stato nel mercato secondario è legata al miglioramento dei meccanismi di trasmissione della politica monetaria». «Noi ci assumiamole nostre responsabilità e mi aspetto che tutte le altre autoritá, governi nazionali inclusi, si assumano in pieno le loro» incalza.

«Noi siamo stati chiamati a garantire la stabilitá dei prezzi e l'abbiamo mantenuta» dall'inizio dell'euro con un «tasso medio dell'1,35 % che è migliore di quanto ottenuto in Germania nei precedenti 50 anni». «Abbiamo un mandato e ci muoviamo in un modo che non è solo aritmenticamente convincente, ma migliore di quanto fatto in passato» ha attaccato il presidente della Bce. «Nella peggiore crisi dalla Seconda Guerra mondiale abbiamo mantenuto la fiducia nella moneta, e questo non è avvenuto per caso, ma perchè abbiamo preso decisioni» contro il volere di alcuni governi, mantenendo «un'indipendenza totale». «Abbiamo preso le nostre decisioni - ha concluso - sono responsabilitá pesanti, ci aspettiamo che le altre autoritá facciano lo stesso».

LE STIME - Le nuove «staff projections» preparate dagli economisti dell'Eurotower danno ora la crescita 2011 fra 1,4% e 1,8% (fra 1,5% e 2,3% la 'forchetta indicata a giugno) e quella 2012 fra 0,4% e 2,2% (contro il precedente 0,6%-2,8%). L'inflazione «è elevata» e i prezzi «resteranno sopra il 2% nei prossimi mesi».

(Corriere della Sera.it)






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