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Trentennale della visita di Giovanni Paolo II, martedì le celebrazioni
23/05/2014 - 14:17
VITERBO - Sperando che stavolta non piova. Perché quel gioorno di trent'anni fa pioveva a catinelle, il giorno della visita pastorale di papa Giovanni Paolo II a Viterbo, una giornata piena, con mille incontri significativi per un pontefice instancabile come quello polacco. E il gran finale in serata, col Trasporto straordinario della Macchina di Santa Rosa, la pioggia che smette, la città che s'illumina, il papa che prima parla da Palazzo dei priori e poi scende in piazza, ad abbracciare i facchini.
Martedì il trentesimo anniversario, da festeggiare in maniera particolare vista la fresca canonizzazione a santo di Giovanni Paolo II, e l'altrettanto recente riconoscimento Unesco al Trasporto. Ecco perciò che il Sodalizio dei Facchini, la Diocesi e la Curia, il monastero delle Clarisse e il Comune hanno organizzato una giornata particolare. Con il Trasporto straordinario del cuore di Santa Rosa, fino a piazza San Lorenzo (ore 21.15), la messa solenne di ringraziamento che il vescovo Lino Fumagalli celebrerà indossando i paramenti usati all'ora dal papa (e il calice che lo stesso Wojtyla e poi Benedetto XVI, nel 2009, utilizzarono a Viterbo), e anche i canti e gli inni saranno quelli di quel 27 maggio del 1984. Poi, dopo la messa, una proiezione in piazza sulla quale gli organizzatori mantengono giustamente il più stretto riserbo. Rispolverati per l'occasione i manifesti dell'epoca, con il volto del pontefice, l'indimenticabile Spirale di Fede sullo sfondo, e quella frase tra virgolette che diventò lo slogan della visita: 'Valeva la pena per un papa venire a Viterbo'.
Non è finita qui. Dal 30 maggio al 2 giugno, nella sala del conclave di palazzo papale, sarà visitabile una mostra - organizzata da Fausto Capelli e da Rodolfo Morbidelli, dopo un lavoro certosino di ricostruzione e ricerca dei materiali dell'epoca - con immagini, ritagli di giornale e memorabilia di quella visita.
Le celebrazioni sono state presentate questa mattina a Palazzo dei priori dal sindaco Leonardo Michelini, dal presidente del Sodalizio dei Facchini Massimo Mecarini, dal segretario del vescovo don Luigi Fabbri, da Enrico Neri in rappresentanza del monastero delle Clarisse, e da don Emanuele Germani, addetto stampa della diocesi di Viterbo.
VITERBO - Sperando che stavolta non piova. Perché quel giorno di trent'anni fa pioveva a catinelle, il giorno della visita pastorale di papa Giovanni Paolo II a Viterbo, una giornata piena, con mille incontri significativi per un pontefice instancabile come quello polacco. E il gran finale in serata, col Trasporto straordinario della Macchina di Santa Rosa, la pioggia che smette, la città che s'illumina, il papa che prima parla da Palazzo dei priori e poi scende in piazza, ad abbracciare i facchini.
Martedì il trentesimo anniversario, da festeggiare in maniera particolare vista la fresca canonizzazione a santo di Giovanni Paolo II, e l'altrettanto recente riconoscimento Unesco al Trasporto. Ecco perciò che il Sodalizio dei Facchini, la Diocesi e la Curia, il monastero delle Clarisse e il Comune hanno organizzato una giornata particolare. Con il Trasporto straordinario del cuore di Santa Rosa, fino a piazza San Lorenzo (ore 21.15), la messa solenne di ringraziamento che il vescovo Lino Fumagalli celebrerà indossando i paramenti usati all'ora dal papa (e il calice che lo stesso Wojtyla e poi Benedetto XVI, nel 2009, utilizzarono a Viterbo), e anche i canti e gli inni saranno quelli di quel 27 maggio del 1984.
Poi, dopo la messa, una proiezione in piazza sulla quale gli organizzatori mantengono giustamente il più stretto riserbo. Rispolverati per l'occasione i manifesti dell'epoca, con il volto del pontefice, l'indimenticabile Spirale di Fede sullo sfondo, e quella frase tra virgolette che diventò lo slogan della visita: 'Valeva la pena per un papa venire a Viterbo'. Non è finita qui. Dal 30 maggio al 2 giugno, nella sala del conclave di palazzo papale, sarà visitabile una mostra - organizzata da Fausto Capelli e da Rodolfo Morbidelli, dopo un lavoro certosino di ricostruzione e ricerca dei materiali dell'epoca - con immagini, ritagli di giornale e memorabilia di quella visita.
Le celebrazioni sono state presentate questa mattina a Palazzo dei priori dal sindaco Leonardo Michelini, dal presidente del Sodalizio dei Facchini Massimo Mecarini, dal segretario del vescovo don Luigi Fabbri, da Enrico Neri in rappresentanza del monastero delle Clarisse, e da don Emanuele Germani, addetto stampa della diocesi di Viterbo.