

VITERBO – Sono passati trent’anni. Trent’anni esatti oggi, da quella sera maledetta in cui persero la vita in un incidente stradale quattro giovanissimi scout viterbesi. Si chiamavano Gianni Crescini, Nazzareno Fapperdue, Valentino Barghini e Marco Piergentili e oggi, nel giorno dell’anniversario della loro morte, Viterbo onorerà la loro memoria con una serie di iniziative promosse dal gruppo Scout Agesci Viterbo 4, prima tra tutte una messa, officiata dal vescovo Lino Fumagalli, alle ore 21 presso la chiesa della Sacra Famiglia. Lo slogan della manifestazione è ''Non si muore se non si è dimenticati. Siamo tornati a casa''. E Viterbo, e chi ha vissuto quella tragedia, non può dimenticarli.
Era la sera del 16 ottobre del 1985. L’auto su cui viaggiavano i quattro è finita contro un autotreno, incastrata tra la motrice e il rimorchio. Ci sono volute ore prima di riuscire a estrarre i corpi dei ragazzi, praticamente morti sul colpo, intrappolati tra le lamiere e riaprire la strada.
Avevano tutti 18 anni o giù di lì ed erano tutti boy scout. Piergentili era il fratello dell’attuale moglie dell’onorevole Giuseppe Fioroni, anche lui scout. Quattro giovani vite stroncate in un attimo. La città intera è rimasta stordita da quel tragico evento: per giorni si sono susseguite funzioni religiose e di ricordo, con la partecipazione massiccia di tutta la comunità.
E oggi, venerdì 16 ottobre, come detto, verrà celebrata la messa in loro ricordo dal vescovo di Viterbo. Sabato, poi, alle ore 18 verrà deposta la Coroncina della Divina Misericordia, alle 18,30 è in programma la messa celebrata da Don Giosy Cento che, a seguire, darà testimonianza in musica e parole. Alle ore 20,30 la cena, rivolta a tutti e con contributo libero, con ricordi, aneddoti, canzoni e testimonianze di altri scout.