

VITERBO - (A.P) Un’ora di ritardo e tre chilometri sotto il caldo di ‘’Caronte’’ lungo le rotaie della linea ferroviaria Viterbo-Roma. Nuova disavventura vissuta dai passeggeri della tratta che ogni giorno viene utilizzata da migliaia di viaggiatori. Un incubo, un viaggio allucinante che si è concluso con ritardi fino ad un’ora su tutto il percorso. L’episodio risale a martedì pomeriggio, quando il treno che era partito dalla Capitale si è improvvisamente fermato tra le stazioni di La Storta e Ottavia. Dopo mezz’ora stipati nei vagoni, senza nessuna informazione su quanto stesse accadendo, senza aria condizionata, i passeggeri sono stati costretti a scendere e a proseguire a piedi, per tre chilometri, lungo le rotaie fino a La Storta.
Anche nella giornata di mercoledì, sempre sulla stessa tratta, il treno pomeridiano che da Roma viaggiava verso Viterbo si è dovuto fermare a causa di un’avaria al materiale rotabile. Il treno è arrivato nella stazione di Porta Romana dopo un viaggio lungo due ore e venti minuti, con il comprensibile disappunto dei passeggeri.
Un episodio simile a quello avvenuto martedì si era verificato il 4 febbraio quando un treno con 600 passeggeri a bordo era rimasto fermo nei pressi si Cesano. Dei 600 pendolari 43 erano stato costretti a scendere dal vagone e a camminare nella neve, al buio, lungo i binari per circa un chilometro e mezzo fino alla caserma della Fanteria di Cesano dove erano stati accolti durante la notte.