

VITERBO - Sui treni soppressi tra Viterbo e Civita Castellana il comitato pendolari della Ferrovia Roma Nord si appella al sindaco Gualtieri, perché ''Anche il Comune di Roma deve fare la sua parte per la salvaguardia dei diritti dei pendolari delle ferrovie ex concesse''.

''Il tratto da Catalano a Viterbo – ricorda il Comitato in una lettera aperta rivolta - è in stato di abbandono e dall'8 ottobre 2021 che sono cancellati in piante stabile i treni 704 -705 – 706 – 707 a cui spesso si aggiunge il 607, vitale per i pendolari e che ora sembra essere destinato a essere soppresso. Tali treni sono tutti in fasce di punta. Atac si è permessa di comunicare (senza date di inizio/fine del disservizio) Con un cartello affisso in stazione che tali treni sono cancellati per motivi tecnici. Fino a quando durerà questa situazione? Come si intende operare nel breve e lungo termine?''.
Il comitato nelle scorse settimane aveva chiesto anche un intervento ai sindaci e alla politica viterbese, senza però ricevere riscontri diretti.
''Le ferrovie ex concesse sono di proprietà della Regione Lazio e solo recentemente è stata approvata la delibera d’assemblea capitolina che ha autorizzato Atac a cedere ad Astral e Cotral i rami d’azienda della Roma Lido e della Roma Nord. Ciò nonostante Roma capitale ha e manterrà alcune competenze molto specifiche''. Per esempio ''è proprietaria direttamente e /o tramite Atac dell’intero parco treni disponibile''.
Il comitato ricorda inoltre che ''nel corso del 2021 sono state soppresse oltre 5000 corse tra urbane e extraurbane. Nei primi 4 mesi del 2002 siamo a oltre 2700 corse soppresse totali. I treni in servizio sono spesso oggetto di manutenzione perché ormai obsoleti per la maggior parte: senza servizi igienici funzionanti e senza aria condizionata per il periodo estivi Da Montebello a Viterbo il treno è sostituito spesso da autobus, con aumento di traffico veicolare sulla via Flaminia, inquinamento, stress, con aumento di costi per la collettività e per il pendolare''.