

Tredici dirigenti del Pd di Viterbo, in previsione dell'assemblea comunale del 20 luglio, hanno dato le dimissioni da tutte le cariche comunali rivestite ‘’a causa delle mancate primarie e delle trattative intraprese con sin troppo note personalità politiche viterbesi’’.
Si tratta di Angelo Cavallo (Direttivo Circolo di La Quercia e Assemblea Comunale); Manuela Feliziani (Direttivo II Circolo); Fabio Gionfrida (Assemblea Comunale); Andrea Maggi (vicecoordinatore I Circolo, Assemblea Comunale e Direzione Comunale); Carlo Mezzetti (Direzione Comunale); Agostino Moscatelli (Direttivo III Circolo); Alessandro Napoli – Vice Coordinatore Circolo di Bagnaia; Paola Pascolini (Direttivo III Circolo); Gabriella Pintus (Direttivo II Circolo, Assemblea Comunale e Direzione Comunale); Anna Rita Ricci (Direttivo I Circolo); Gianfranco Quatrini (Direttivo II Circolo e Assemblea Comunale); Paolo Stavagna (Direttivo III Circolo); Vilma Usai (Direttivo III Circo e Assemblea Comunale).
‘’Da un anno abbiamo richiesto a gran voce Primarie non apparecchiate da accordi di potere e non taroccate – dichiarano in una nota - E' ormai evidente che la nostra richiesta è stata, nella sostanza, respinta e che le Primarie per Viterbo, semmai si dovessero tenere, non potranno che mettere un frettoloso timbro a ratifica di oscure contrattazioni fatte in altri luoghi. Ne è ulteriore riprova la redazione di linee programmatiche, predisposte dalla segreteria del partito senza l’insediamento di un tavolo di coalizione e la costituzione di un fumoso gruppo di lavoro per il regolamento delle Primarie, al di fuori di ogni previsione statutaria. Si tratta di un documento che respingiamo anche nel metodo ed al cui contenuto, in futuro, non ci atterremo e di un organismo di facciata, privo di ogni funzione reale’’.
‘’Riteniamo di dover nettamente separare le nostre responsabilità politiche da questo modo di agire - proseguono - e ci dimettiamo perciò, con effetto immediato, da tutti gli incarichi rivestiti nell'organigramma comunale. Ci troviamo costretti a guardare oltre l'angusto perimetro del Pd di Viterbo, verso i gruppi di delusi dal partito che si sono recentemente allontanati e in direzione di tutte le realtà cittadine che hanno manifestato un reale interesse per il cambiamento effettivo dei metodi di governo della Città di Viterbo’’.