ANNO 16 n° 274
''Tre ore per entrare
nella discarica''
Un autista: ''Troppi camion. Delirio
di traffico all'impianto di Casale Bussi''
18/08/2016 - 02:00

VITERBO – Tre ore di fila per il lavoro di un minuto. Al massimo due. Alla discarica di Casale Bussi è il caos più totale. E la denuncia arriva direttamente da un addetto ai lavori.

''Sono costretto a fare ogni giorno tre ore di fila per scaricare il mio camion - ha riferito l'uomo, che preferisce, però, mantenere l’anonimato -, c’è chi aspetta per mattinate o pomeriggi interi sotto al sole, e chi addirittura dorme fuori dal cancello per non perdere il proprio turno. La situazione è insostenibile''.

Attiva dal 2000 e gestita dalla società Ecologia Viterbo, la discarica sulla Teverina è divenuta, nel tempo, il punto di riferimento dell’intera regione in materia di smaltimenti, ma, come sottolinea l’autista ''un catino, non può contenere l’acqua di un oceano''. E infatti i risultati si vedono: tempi biblici per entrare e scaricare.

A Casale Bussi arrivano camion e tir da tutto il litorale laziale e dall’entroterra, dal mare fino a Rieti. ''Ci sono le navi turistiche che attraccano al porto di Civitavecchia, da lì i camion, carichi di immondizia, arrivano a Viterbo - spiega -. Poi ci sono tir da Rieti, da Roma. E la fila aumenta a dismisura''.

Il centro di raccolta e smaltimento rifiuti non pericolosi, finito sotto sequestro nel 2015 per presunte irregolarità nella produzione di combustibile da rifiuti, sta vivendo un periodo di buio totale. Complice anche il lunghissimo weekend di Ferragosto, che ha visto lo stop dell’impianto, da ieri la discarica ha ripreso la sua attività con una fila lunghissima davanti ai cancelli.

''Per chi fa il mio mestiere, avere la collaborazione degli amministratori e una struttura funzionante è fondamentale – ha proseguito –, non si possono aspettare ore sotto il sole cocente per il lavoro di un minuto. Giorni fa la fila arrivava addirittura al bivio di Ferento. È una situazione disastrosa: speriamo che chi di dovere si accorga al più presto del problema e ne venga a capo. Se la struttura non riesce a smaltire il bacino di utenze è evidente come questo sia troppo ampio''.

La soluzione sarebbe una e sola: far respirare la struttura. E come? Affiancandole un secondo impianto che possa sopperire alle sue mancanze. O evitare i conferimenti extra territoriali, peraltro mal sopportati anche da una rete viaria non adeguata. ''Casale Bussi è sovraccarico, e noi lavoratori con lui: siamo stanchi di questa situazione. Siamo stanchi di lavorare così'', ha concluso.






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