

ACQUAPENDENTE – (b.b.) Nessun incidente, nessuna casualità. Il 71enne di Acquapendente finito a processo per tentato omicidio e omissione di soccorso ai danni di un agricoltore compaesano di 7 anni più grande di lui, lo avrebbe investito volutamente.
A stabilirlo il tribunale di Viterbo che ieri ha condannato l’uomo a 4 anni e 8 mesi di reclusione per tentato omicidio e lo ha invece assolto dall’accusa di omissione di soccorso.
I fatti risalgono al 29 giugno del 2013 quando la vittima di 78 anni venne investita mentre stava andando a lavorare nelle campagne in località Ponte San Biagio, ad Acquapendente: secondo quanto ricostruito in aula dai testimoni, l’auto dell’imputato gli piombò addosso a tutta velocità, scaraventandolo dentro ad una cunetta.
Inizialmente parte civile, l’agricoltore, che ha anche ricoperto la carica di vice presidente del Consorzio Val di Paglia, ritirò la sua costituzione, dopo che l’assicurazione gli liquidò il risarcimento dei danni: a causa dello schianto, il 78enne rimase a lungo sulla sedia a rotelle per via della rottura di alcune vertebre e le profonde ferite alla gamba.
Alla base dell’aggressione, ci sarebbero stati vecchi rancori per questioni legate a proprietà terriere già sfociati in diverse cause giudiziarie: il più anziano dei due avrebbe accusato la vittima di non avergli pagato l’affitto di un fondo.
Ieri, per l’imputato, è arrivata la sentenza di condanna: il pubblico ministero ha chiesto una pena di 7 anni e 6 mesi di reclusione, più clemente il giudice che lo ha condannato a 4 anni e 8 mesi.