ANNO 16 n° 267
Trattori nella Tuscia, riparte la protesta degli agricoltori
Da domani primo presidio nel casello di Orte
Alessandra
31/01/2025 - 07:47
di Alessandra Sorge

 

 

ORTE - Ci siamo, si riparte. Domani mattina, sabato primo febbraio, riapre il presidio fisso degli agricoltori al casello A1 di Orte. 'Si protesterà - fa sapere Felice Antonio Monfeli, presidente del Comitato nazionale di coordinamento e di azione per l'evoluzione agricola (CONCA), nonché organizzatore dallo sciopero - ad oltranza finché non riusciremo ad avere la giusta attenzione da parte della politica, che continua a penalizzare attraverso politiche agricole scellerate il lavoro più bello del mondo, ossia quello agricolo'.  'Per rimarcare la nostra protesta - aggiunge - abbiamo preparato anche una proposta di legge di iniziativa popolare che condivideremo con tutti'. Ad oggi, gli agricoltori della Tuscia non sono gli unici ad alzare la voce. Già da qualche giorno infatti, è partita a livello nazionale la mobilitazione unitaria del 'movimento dei trattori', con oltre 30 presidi in tutta Italia, sotto lo slogan 'Stato di crisi ora!'.

Antonio Monfeli 

La mobilitazione unitaria degli agricoltori, allevatori e trasformatori artigianali della Tuscia torna alla ribalta dopo circa un anno dalla manifestazione che li aveva visti protagonisti, sempre nel comune di Orte, di numerose proteste approdate poi nella capitale.

L'appuntamento, fissato per le ore 9, vedrà la partecipazione di svariate decine di imprenditori agricoli e servirà a riaccendere i riflettori sulla grave crisi che da tempo sta colpendo il comparto agricolo provocando una vera e propria emorragia di posti di lavoro. 'Chi è più strutturato - continua Monfeli - tiene botta -, ma le aziende più piccole non ce la fanno. Non solo per mancanza di fondi, ma anche per la difficoltà nel reperire manodopera, poco retribuita. E se lo scenario futuro sarà questo, dove i giovani sceglieranno lavori più remunerativi abbandonando la campagna, che ne sarà dell'agricoltura?'.

Da qui l'appello a scendere in campo: 'Dobbiamo farlo tutti, oggi, ne vale il nostro futuro. Venite numerosi - annuncia il presidente appellandosi ai colleghi - armati di bandiera tricolore e facciamo valere le ragioni di un popolo che non può cedere al potere occulto economico internazionale. Le proteste dello scorso anno sono finite nel vuoto, per questo oggi siamo qui. L'agricoltura continua ad essere sotto attacco dalla multinazionali e la politica europea si dimentica dei più piccoli, che sono la spina dorsale di questa economia. La Pac è un'ingiustizia. Questa volta la nostra protesta non lascerà nessuno indifferente'. La manifestazione, promossa da Conca, ha avuto l'appoggio di Cia e Confagricoltura. Quest'ultima, tuttavia, attraverso le parole del suo presidente Remo Parenti, ha tenuto a ribadire che nonostante siano ritenute giustificate le manifestazioni in corso, dopo un attento esame, per l'associazione agricola: 'Non sussistono le condizioni per un appoggio ufficiale al presidio che si sta formando ad Orte, pur lasciando liberi i propri associati di decidere se partecipare o  meno ad esso'. 

 






Facebook Twitter Rss