ANNO 16 n° 268
Tratta Roma–Orte–Viterbo, pendolari esasperati: “Ritardi cronici e silenzio dalla Regione Lazio”
Gasperini: “La linea è dimenticata, servono investimenti e soluzioni concrete, non solo promesse”
02/11/2025 - 03:20

VITERBO - La situazione della tratta ferroviaria Roma–Orte–Viterbo è ormai al limite. Da tempo, i disservizi quotidiani hanno superato la soglia della tollerabilità, trasformando ogni spostamento in un percorso a ostacoli. Anche nella serata di ieri si è registrato l’ennesimo episodio: il treno delle 17:27 è rimasto nuovamente bloccato all’ingresso della stazione di Grotte Santo Stefano, accumulando l’ennesimo ritardo e lasciando centinaia di pendolari in attesa.

“Non parliamo più di casi isolati, ma di una condizione strutturale”, denuncia Stefano Gasperini, portavoce dei pendolari della linea. “Ritardi cronici, convogli sovraffollati e infrastrutture vecchie rendono ogni giorno la mobilità di chi lavora o studia tra Roma e l’Alta Tuscia un incubo quotidiano. E la percezione diffusa – aggiunge – è che con l’arrivo dell’orario invernale la situazione peggiorerà ulteriormente”.

Ma l’indignazione dei pendolari non riguarda solo i disservizi: cresce anche la delusione per la scarsa incisività della politica regionale. “Dopo mesi di promesse, tavoli tecnici e comunicati stampa, i cittadini non chiedono più parole, ma fatti concreti – sottolinea Gasperini –: investimenti sulle infrastrutture, più corse, il ripristino dei treni veloci e un piano certo con tempi chiari”.

La linea Roma–Orte–Viterbo, prosegue il portavoce, “non è più solo una tratta in difficoltà: è diventata una linea dimenticata”. Mentre le Regioni Toscana e Umbria hanno saputo integrare i propri treni regionali con l’alta velocità, “il Lazio è rimasto a guardare, lasciando il treno delle 17:27 sulla linea lenta”.

Intanto, ogni giorno, i pendolari continuano a pagare in tempo, stress e denaro, mentre la politica deve scegliere se limitarsi a commentare i disservizi o impegnarsi finalmente a risolverli.






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