

CIVITA CASTELLANA - La Regione Lazio (Giunta Zingaretti) ha ridisegnato il servizio di trasporto urbano ed extraurbano locale centralizzandolo e con la legge di stabilità regionale n. 28/2019, ha attribuito all’ASTRAL di progettare le Unità di Rete, ambiti nei quali affidare i servizi di TPL. Obiettivo: razionalizzare le corse e, nel contempo, erogare un servizio più efficiente e capillare, ricorrendo, però, alla locuzione “servizi minimi” di Trasporto Pubblico Locale.

E il popolino non ha capito che già è stato gabbato. Perché rispondere ai requisiti dei “servizi minimi” significa stare nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, scegliendo la soluzione che comporta costi minori. In mancanza di una seria politica di sviluppo delle aree interne e dei comuni minori, viene meno il necessario coordinamento fra la programmazione economico- territoriale e la pianificazione trasportistica. Da qui lo squilibrio tra costi e benefici, usato dalla Regione per tagliare le corse con un bando di gara che pare tagli fino al 35 % ed oltre di chilometri di percorrenza garantiti finora. Tradotto: meno corse, meno possibilità di usare il mezzo pubblico con danni per chi è pendolare, per chi studia, per chi ha bisogno di raggiungere luoghi come un ospedale, un ambulatorio, insomma per la povera gente.
Dei tagli al trasporto pubblico ne sanno qualcosa a Pomezia dove il nuovo servizio è già partito, così come sono partite le proteste. Civita rientra nella Unità di Rete n. 6 denominata Tuscia, con altri 50 comuni, escluso Viterbo, e contro il nuovo servizio si registrano forti critiche, come quelle del sindaco di Vitorchiano.
A Civita Castellana il servizio finora reso ha garantito circa 350 mila chilometri l’anno (ciò da circa 40 anni). Ha garantito il collegamento Civita – Borghetto, essenziale per andare a Roma, concomitante con gli arrivi e le partenze dei treni. Se parli coi lavoratori delle aziende di trasporto attualmente al lavoro, non ti dicono nulla. Perché non sanno nulla di che fine faranno. Per ora il servizio attuale andrà in scadenza a fine luglio, forse con proroga al 30 settembre.

Dal primo ottobre con l’inizio della scuola, che succede? A Civita Castellana, ad es. ci sono soltanto 2 scuolabus perché è l’azienda del servizio di trasporto che garantisce il trasporto degli studenti: ma dal prossimo anno scolastico col servizio “regionalizzato” il rischio è che gli studenti o restano a piedi, o vengono accompagnati con il mezzo privato o il Comune comprerà altri scuolabus, sempre coi soldi dei contribuenti. È un piano calato dall’alto, senza coinvolgere enti locali, aziende, sindacati dei lavoratori, associazioni di pendolari, imponendo nei fatti per i comuni con meno di 3000 abitanti un servizio a chiamata e corse insufficienti nei Comuni dell’Agro Falisco per raggiungere i servizi sanitari che ci sono ad es. a Civita Castellana (Ospedale, ambulatori etc.).
Sono previste tratte che collegano i Comuni senza logica, come ad es. la tratta Magliano - Civita – Ronciglione: ha più senso passare a Civita e arrivare, oltre che a Borghetto, a Monterosi o, meglio, alla stazione di Cesano, coi treni che fanno tappa nei pressi dei vari ospedali di Roma; arrivare a Montebello, per un collegamento continuo e funzionale con Roma. Se l’assessore regionale di FdI è invisibile, mentre dovrebbe farsi vedere e dare rassicurazioni, la Provincia di Viterbo è assente, silente e, quindi, complice: assorta in problemi di alleanze ibride con inciuci vari tra PD e FI, sembra ignorare che bisogna unire gli enti locali interessati al rischio di furto di corse e di qualità del servizio e far quadrato a fronte di un piano regionale che promette benefici, senza garantirli in concreto. Di fronte all’inerzia della Provincia sollecitiamo il nostro Comune a farsi promotore di un incontro con gli altri comuni del distretto per affrontare la questione in fretta e coordinare azioni a garanzia del servizio di trasporto pubblico locale, che va potenziato e non va ridotto.
COALIZIONE SANGALLO – consigliere comunale Francesco Romito