



VITERBO - Non si placa la rabbia dei genitori per il trasferimento di 250 alunni della scuola dell'Ellera in viale Trento, negli uffici dell'ex Asl. L’istituto dell’Ellera sarà oggetto di lavori di riqualificazione degli spazi e il trasferimento sarà quindi necessario. Le famiglie, però, temono lo stato di degrado in cui versa la zona di viale Treno e l’affluenza del traffico.
La questione è stata oggetto di un'interrogazione in consiglio comunale lo scorso 20 giugno ma le risposte dell'amministrazione comunale non hanno soddisfatto i genitori.
''Le priorità, di ordine politico, arrivano a prevalere sui bisogni dei più piccoli'' dice Monia Moneta, madre di una bambina di 9 anni e di uno di 7.
A detta della signora, l’assessore all’istruzione Alfonso Antoniozzi avrebbe informato le famiglie dell’assenza di un accordo con la struttura di viale Trento, per cui non sono ancora iniziati i lavori di rifacimento. Anche Stefano Floris, assessore ai lavori pubblici, ha sottolineato di non aver previsto modalità di spostamento per trasferire gli studenti.
''La dirigente scolastica si è insediata dal 26 settembre dello scorso anno e non ha messo al corrente del trasferimento nessuno, né i docenti né tantomeno noi genitori - racconta la signora Monia, all’oscuro per lungo tempo di questa sistemazione come gli altri genitori - È arrivata poi un’email. Io sono oltretutto rappresentante di classe di mia figlia: nel testo era scritto che potevamo presenziare a una riunione al Palamalè, in cui ci avrebbero spiegato i lavori. Eravamo molte persone ed eravamo tutti giustamente furiosi, perché non può essere detto una settimana prima che finisce la scuola”. Una comunicazione arrivata in evidente ritardo, che ha destabilizzato i nuclei famigliari dei bambini coinvolti.
Riferendosi alla giunta comunale, la signora ha asserito con fermezza che non si è provveduto a dare risposte coerenti, poiché ci si è dilungati in “mille promesse: lo stabile sarebbe stato sistemato, parliamo di quello di viale Trento, e che ci avrebbero assicurato una navetta, visti la situazione di degrado e il traffico, tra autobus e passaggio a livello, che a quell’ora dovrebbe essere chiuso. Insomma, ci hanno convinti del fatto che questi lavori si potessero fare”, ci è stato riferito.
“Hanno inoltre detto di aver chiesto una struttura per i bambini in via Cardarelli alla Curia – ha sottolineato la signora – ma da quello che abbiamo scoperto sono state solo parole, non c’è niente di scritto. Abbiamo avuto una riunione con l’opposizione, ma poi si arriva al consiglio comunale, dove ciò che a loro interessa è litigare con la giunta. Dei bambini non importa nulla a nessuno”.
A oggi i genitori non hanno avuto la possibilità di vedere lo stabile dovrebbe essere già stato adibito a scuola. “Ci è stato detto che devono soltanto imbiancare, inoltre non sono arrivati i vigili del fuoco” dice la signora Monia che ha il dubbio che non sia agibile.
“Io non lavoro, ma ho una macchina sola, in questo momento il mio reddito mi concede solo questo”, ha affermato la signora Monia in merito alla promessa di garantire uno scuolabus. “Santa Barbara – ha continuato – rimarrebbe fuori dal servizio di trasporto, perché devono comprare l’Euro 4, forse a febbraio. Fino a febbraio come li porto?”. Sul medesimo piano, quello delle infrastrutture e dei servizi aggiuntivi, è l’assenza di uno spazio per l’attività disciplinare di educazione fisica: si è pensato che le insegnanti potessero accompagnare gli alunni a esercitarsi fuori dal famigerato stabile, ma avrebbero difficoltà a gestire i bambini e a farsi carico della loro incolumità.
“Siamo tutti genitori arrabbiati per questa scelta e nessuno ci ascolta' questo il ritratto di uno spaccato problematico, che non vede posa per i diretti interessati. “L’unica persona che ha detto cose giuste è stata la Troncarelli. La cosa che mi fa più arrabbiare è che la sindaca Frontini non ha aperto bocca, nonostante fossimo lì in 20. È diventata una questione più politica per il bene dei bambini. A settembre inizieranno le scuole. Non hanno però firmato il contratto – ha ribadito la signora – non hanno iniziato i lavori, non hanno risistemato la situazione dei parcheggi, come ci avevano detto.
Chi conosce già il dentro dello stabile ha detto che ci sono le scale strette. Ho una bimba è forzuta, alta e robusta; l’altro bimbo, che farà la seconda elementare, è alto un metro 9 e pesa 17 kg. Se lo spingono da quelle scale, che fine facciamo? Io parlo di lui, ma ci sono anche bambini disabili e con la legge 104, che non possono stare chiusi per più di 6 ore dentro la scuola. Hanno bisogno di un giardino fuori!”.
“L’assessore Floris, inoltre, ha detto che per i momenti ricreativi - ha rammentato la donna - sarebbe stata preparata un’aiuoletta lì davanti. Con quel degrado?”. I genitori sono stati messi al corrente della possibilità per i bambini di essere accolti in una biblioteca nelle vicinanze, ma è oggettivo il loro desiderio di divagarsi e fare sport in un’età così tenera. “Vi dovete incatenare, ci hanno detto gli assessori: arrivare a questo punto mi sembra davvero estremo”, ha riportato la mamma dei due bimbi.
“Le cose possono cambiare, secondo me, se uno vuole, ma mi è stato detto che nella struttura (in disuso da tanto tempo, ndr) c’è l’amianto, anche se non so la realtà, e manca una scala antincendio. Mia figlia, tra l’altro, mi ha chiesto se in quelle zone spacciano droga. A casa nostra questo termine non esce, ma parlandone con le sue amiche, è rimasta terrorizzata”. Bambini che entrano a scuola con le misure anti Covid ed escono scortati dalle forze dell’ordine: uno scenario catastrofico, non di certo acquietato dalla presenza, come è stato proposto, della figura di un nonno vigile. I cittadini stranieri irrispettosi della legge, assidui frequentatori dei dintorni di viale Trento, incupiscono e preoccupano la popolazione viterbese, compresi i docenti dell’Ellera.
“Io non riqualifico viale Trento con la faccia e il corpo dei miei figli: quella scuola non ha un portone, non ha delle telecamere… Può entrare chiunque. Non è stato inoltre lanciato alcun bando per i bidelli. È una situazione illogica: la mia paura è che a settembre o ci daranno lo stabile così com’è o noi inizieremo in dad l’anno scolastico”: le perplessità della signora Monia e di tutti i genitori continuano ad infittirsi, lasciando tutti in balia di rassicurazioni relative e mal poste, mai di provvedimenti adeguati.