ANNO 16 n° 274
Trascinata in un cantiere da uno sconosciuto, l'amica: ''Aveva dei grossi graffi sul braccio''
04/04/2019 - 06:45

di Barbara Bianchi

ORTE - Sarebbe stata aggredita vicino alla stazione del treno al ritorno da scuola e poi sarebbe stata trascinata contro la sua volontà in un cantiere. Isolato e deserto, dove l’uomo, ora a processo per violenza sessuale, avrebbe cercato di abusare di lei.

Era il 13 maggio del 2014 quando la 15enne tornò a casa in lacrime e, dopo alcuni istanti di esitazione, raccontò quanto accaduto alla madre. Così come avrebbe fatto anche l’indomani mattina a scuola, confidandosi con una compagna di banco, che in aula racconta.

''Aveva sulle braccia grandi graffi e i segni di una mano che l’aveva afferrata con forza: si vedevano distintamente le dita - ha spiegato – mi ha detto che era riuscita a divincolarsi, ma che l’uomo l’aveva trascinata con sé''.

Un racconto identico a quello fornito agli inquirenti dalla vittima liceale, portata immediatamente in caserma dalla madre.

''Quando mi diceva che una persona l’aveva infastidita, ho pensato fosse un coetaneo invaghito di mia figlia, ma quando ho scoperto che sarebbe potuto essere suo padre, vista l’età, sono stata completamente accecata dalla rabbia – aveva spiegato la donna ancora molto scossa all’udienza di dicembre - sono andata a cercarlo al cantiere. Lo avrei ammazzato con le mie mani se non fossero arrivati i carabinieri''.

Si tornerà in aula a ottobre per i testimoni della difesa, poi si andrà alla discussione.






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