

ORTISEI - È stato identificato come Peng Huang, studente cinese classe 1997, il corpo senza vita rinvenuto nella mattinata di oggi, 30 marzo, sotto una valanga nei pressi della forcella de Mezdì, in Val di Funes, nelle Dolomiti altoatesine. La conferma ufficiale è arrivata in serata dalle autorità competenti, ponendo fine a settimane di incertezza e dolore per i familiari del giovane.

FOTO: ladige.it
Il ritrovamento è avvenuto intorno alle ore 11, quando un gruppo di scialpinisti austriaci e tedeschi, impegnati nella risalita della zona, ha individuato il corpo parzialmente sepolto dalla neve. Immediato l’allarme al Soccorso alpino: sul posto sono intervenuti gli uomini dell’Aiut Alpin Dolomites e una squadra del CNSAS della Val di Funes, supportati da un elicottero, che hanno provveduto al recupero della salma.
Secondo le prime ricostruzioni, il giovane sarebbe stato travolto da una valanga nelle settimane successive alla sua scomparsa, avvenuta a gennaio durante un’escursione in quota. Il corpo sarebbe stato trascinato a valle fino a circa 2.000 metri di altitudine, dove è stato poi rinvenuto.
Peng Huang, 28 anni, studente universitario a Viterbo e appassionato di montagna, si trovava in Alto Adige per visitare le Dolomiti, meta che desiderava vedere da tempo. Il 20 gennaio era uscito dalla struttura in cui alloggiava a Ortisei per un’escursione, senza fare più ritorno. Nonostante le ricerche avviate immediatamente dopo la denuncia di scomparsa, del giovane non si erano più avute notizie.
Per oltre due mesi la famiglia ha vissuto nell’angoscia. A febbraio, la sorella e altri parenti erano arrivati dalla Cina in Val Gardena per partecipare alle ricerche e cercare indizi utili al ritrovamento. Con l’identificazione ufficiale del corpo, si chiude così una lunga e dolorosa attesa.

L’ennesimo incidente in ambiente alpino riaccende l’attenzione sui rischi legati alle escursioni invernali, soprattutto in presenza di condizioni nivologiche instabili. Le autorità raccomandano sempre la massima prudenza e una preparazione adeguata prima di affrontare itinerari in quota.
La conferma ufficiale è arrivata in serata dalle autorità che si occupano del caso.
L'abbigliamento e l'attrezzatura corrispondono infatti a quelle del giovane. Per la famiglia termina così una triste attesa durata oltre due mesi.