ANNO 16 n° 274
''Tracciamento minuzioso, ecco perché nella Tuscia sono emersi molti positivi''
Dai tamponi ai posti letto: ieri l'informativa del direttore della Asl in Consiglio comunale
20/11/2020 - 06:48

VITERBO - La provincia di Viterbo è davvero quella con l’indice di contagio più alto nel Lazio? E’ una delle domande a cui ha risposto ieri in una informativa in consiglio comunale il direttore generale della Asl Daniela Donetti, definendo il caso una ''suggestione''. ''La Asl ha fatto una attività profonda di contact tracing sia ad agosto che a ottobre, in modo particolare. Questo ha portato a un’emersione importante di positività''. Mostrando una slide che mostra l'impatto dell'epidemia a livello nazionale, regionale e provinciale, la manager ha aggiunto: ''Ci sono elementi maggiori, ma l’attività di controllo è molto alta dal punto di vista dell’intercettazione''.

Nel corso del suo intervento Donetti ha dato alcuni numeri per far capire il lavoro svolto dalla Asl per quanto riguarda lo screening. Nella prima fase (dal primo marzo al 15 agosto) sono stati eseguiti 18.038 tamponi molecolari standard a cui si sono aggiunti 4,491 test sierologici. Nella seconda fase (dal 16 agosto ad oggi) l’attività si è estesa e diversificata. Nel dettaglio: 39.819 tamponi molecolari; 1.100 tamponi molecolari rapidi; 4936 tamponi antigenici, di cui 2942 nelle scuole; 5414 test antigenici. A questi si sono aggiunti i tamponi antigenici eseguiti dai laboratori privati accreditati dalala Regione: 9621.

Un breve quadro anche sul piano della riorganizzazione ospedaliera. All’interno dei posti letto di Malattie infettive, quelli di terapia sub intensiva sono passati da 8 a 12; quelli di terapia intensiva da 12 a 12+8, quelli di Medicina Covid da 46 a 124. A questi si aggiungeranno, a partire dal trenta novembre, 24 posti letto di medicina riabilitativa Covid all’ospedale di Montefiascone, ''la cui trasformazione in struttura per la riabilitazione era già in programma, al di là dell’epidemia in corso, ma i lavori sono slittati per difficoltà tecniche legate al periodo che hanno riscontrato le aziende nel reperire i materiali''.

Un capitolo a parte riguarda invece l’ospedale di Ronciglione, che svolgerà un supporto indiretto alla rete con 12 posti letto di degenza infermieristica.

Donetti ha escluso invece la possibilità di ospitare negli ospedali periferici le strutture Covid più complesse, definendola ''una scelta di tipo clinico assistenziale, per la maggiore sicurezza di questi malati le cui condizioni possono cambiare in maniera molto repentina''.

E infine ha chiarito la funzione del Covid Hotel presso Residenza Nazareth: ''Si tratta di una struttura di assistenza domiciliare, che ha il compito di accogliere i pazienti dimessi che non hanno la possibilità di tornare a casa, perché la loro abitazione non ha le caratteristiche necessarie a garantire la separazione dagli altri membri della famiglia''. Tutto questo è stato fatto''in linea con le indicazioni del commissario Arcuri e del ministro della Salute, che chiedevano di attivare un albergo assistito Covid in ogni provincia''.






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