ANNO 16 n° 56
Tra Viterbo e Chicago: il viaggio di Simone Terranova nel cuore del Cinema Americano
Dal successo del corto “Between Left and Right” al grande salto verso il lungometraggio: un regista italiano che conquista Hollywood con una storia di amore, identità e sacrificio
Francesco
25/11/2025 - 07:31
di Francesco Maria Ricci

VITERBO - C’è un filo sottile che unisce Viterbo alle strade intricate e pulsanti di Chicago. È il filo del cinema, intessuto di sogni, sacrifici e visioni audaci. A percorrerlo è Simone Terranova, attore e regista italiano che, attraverso una lunga e intensa intervista, si racconta senza filtri, scavando tra i ricordi dei suoi inizi e la consapevolezza delle conquiste raggiunte negli Stati Uniti. Il suo corto Between Left and Right, girato a Chicago e prodotto dalla JTC Films, è la più recente testimonianza di un talento che sta lasciando un segno profondo nel panorama cinematografico internazionale.

Un corto che ha conquistato l’America

Between Left and Right non è solo un cortometraggio. È una storia intima e potente, capace di parlare il linguaggio universale delle emozioni. Diretto da Terranova e realizzato in collaborazione con l’attore e produttore italo-americano John Campanile, il corto affonda le sue radici nei temi della colpa, del sacrificio e del legame familiare.

Il protagonista, un ex pugile tormentato da un passato irrisolto, si ritrova a combattere l’avversario più difficile: se stesso. Lo fa mentre cerca di proteggere la sorella Ely, rimasta cieca dopo un incidente, in una Chicago frenetica e spietata, dove la battaglia contro un sistema sanitario implacabile diventa metafora di una lotta più grande, quella per mantenere intatti i propri valori.

A incarnare i due fratelli sono John Campanile — volto noto nella scena indipendente americana, nato a Chicago da famiglia pugliese — ed Eliana Manvati, attrice di origini napoletane e compagna di vita di Simone. Una sinergia artistica e umana che ha permesso di infondere autenticità al racconto.

Dalla Tuscia all’Illinois: un sogno che prende forma

Terranova racconta con emozione l’avventura vissuta oltreoceano insieme alla sua troupe, composta da Mattia Marcucci, dai fratelli Bizzoni e dalla stessa Manvati. Partiti da Viterbo con un entusiasmo incontenibile, sono riusciti a dar vita ad un progetto che ha conquistato pubblico e critica, ricevendo premi e riconoscimenti in numerosi festival americani. Prorpio ieri è arrivata comunicazione della sua selezione al Capri Hollywood Film Festival, altro riconoscimento che aumenta la portata e la potenza di questo corto. 

Un successo tale da spingere Terranova verso una scelta coraggiosa: trasformare il corto in un lungometraggio. Le riprese del film inizieranno tra maggio e giugno 2026, tra Italia e Stati Uniti, con Chicago come tappa centrale. Il cast del corto è stato riconfermato integralmente, mentre quello italiano rimane, per ora, top secret.

L’ambizione cresce insieme al progetto”, dichiara Simone, “e con essa la responsabilità di raccontare una storia che sia all’altezza delle emozioni che l’hanno generata.”

Il valore della lingua e il coraggio dell’originalità

Una delle scelte artistiche peculiari di Terranova è stata quella di mantenere nel corto una forte dimensione bilingue. Gli attori italo-americani parlano tra loro in italiano, mentre il mondo esterno si esprime in inglese. Una decisione che racconta lo spaesamento, la doppia identità, l’incrocio di culture e destini.

Simone spiega la sua visione con parole profonde:

“Quando mi trovo davanti a una scelta, cerco sempre la strada meno convenzionale. Avrei potuto girare tutto in inglese o tutto in italiano, ma sarebbe stato troppo scontato. Il titolo stesso, Between Left and Right, parla di bivi, di decisioni, di ciò che sta nel mezzo. La vita è fatta di incroci, non solo di destra e sinistra. Volevo restare in quello spazio di mezzo, dove ancora esiste il dialogo.”

Un’idea rafforzata anche dal lavoro di post-produzione affidato allo Studio Marinelli di Roma, che ha ricostruito minuziosamente tutti i suoni ambientali, contribuendo a donare al lavoro una qualità cinematografica di alto livello.

Un cinema brillante, viscerale e umano

Terranova ama il “cinema brillante”, un cinema che non punta solo allo spettacolo, ma alla profondità del messaggio, all’intensità dei personaggi, alla potenza della luce e dei colori. Lo si nota in ogni inquadratura del corto: nella Chicago al tempo stesso reale e metaforica, nei contrasti cromatici che riflettono le tensioni interiori del protagonista, in una regia attenta a bilanciare durezza e delicatezza.

Il fulcro del racconto, però, resta l’amore fraterno

In un periodo storico in cui spesso — come spiega Simone — si tende a inserire forzature narrative dettate dal contingente culturale, lui sceglie una strada diversa: raccontare l’amore più puro e universale, quello tra un fratello e una sorella. Un tema personale, radicato nella sua stessa vita: la sorella del regista vive in Sicilia, lontana da lui, e questo sentimento di distanza unito al desiderio di protezione ha nutrito il cuore della sceneggiatura.

L’accoglienza a Chicago: “Ci hanno trattati come fratelli”

Alla domanda su come sia stato accolto il progetto negli Stati Uniti, Simone non ha dubbi:

È stata un’esperienza pazzesca. Pensavamo di essere degli outsider, e invece la troupe americana ci ha accolto come fratelli. Il cinema parla una lingua universale, capace di abbracciare tutti. Lì abbiamo trovato rispetto, ammirazione e una sinergia che continua ancora oggi.”

Un’accoglienza che conferma quanto il cinema italiano, quando autentico e coraggioso, sia ancora capace di farsi amare nel mondo.

Un futuro scritto tra due continenti

Ora lo sguardo è tutto rivolto al lungometraggio, una sfida enorme ma anche la naturale evoluzione di un percorso che ha già dimostrato la sua forza. Da Viterbo a Chicago, dal corto al film, dal sogno alla sua realizzazione: la storia di Simone Terranova è la storia di un artista che non ha mai avuto paura di osare.

E mentre attendiamo le riprese del 2026, Between Left and Right resta un’opera simbolica, un piccolo grande gioiello capace di raccontare, attraverso una vicenda profondamente personale, la complessità delle scelte, il peso della colpa, il valore dell’amore e la bellezza delle identità che convivono.

Un cinema che non si limita a intrattenere, ma che invita a riflettere. Un cinema che nasce in Italia ma trova la sua eco più forte in America. Un cinema, soprattutto, che ha molto ancora da dire.

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