ANNO 16 n° 132
Tra storia e devozione, Viterbo rinnova la festa del Santissimo Salvatore
Corteo nel centro storico tra fedeli, autorità, cavalli e buoi maremmani. Il vescovo Piazza: “Dobbiamo vivere in pace e concordia”
10/05/2026 - 11:18

VITERBO – Grande partecipazione ieri, sabato 9 maggio, nel cuore del centro storico cittadino per la tradizionale festa del Santissimo Salvatore, uno degli appuntamenti più sentiti dalla comunità viterbese e capace ogni anno di richiamare residenti, visitatori e curiosi.

Fulcro della celebrazione la processione con la copia dell’icona del Santissimo Salvatore, simbolo di una devozione antica e profondamente radicata nella storia della città.

A tramandare le origini della sacra immagine fu lo storico Feliciano Bussi. Secondo il racconto, nel marzo del 1283 due bifolchi stavano lavorando nei campi in località Bagni quando i buoi si arrestarono improvvisamente, inginocchiandosi e rifiutandosi di proseguire. Gli uomini decisero allora di scavare e riportarono alla luce una cassa di pietra contenente un prezioso trittico raffigurante il Salvatore: un’opera in cuoio su tavola, di scuola romana e stile bizantino, risalente probabilmente ai primi anni del Duecento e ritenuta una copia dell’immagine custodita in Laterano.

Da allora la festa è rimasta legata alla chiesa di Santa Maria Nuova, luogo centrale della tradizione religiosa cittadina. Fu proprio qui che il trittico venne trasportato in processione nel XIII secolo. La chiesa, inoltre, ospitava l’Arte dei Bifolchi, una delle corporazioni più importanti dell’epoca, oltre a custodire gli atti del Comune.

Anche quest’anno il momento più atteso è stato il lungo corteo partito da Santa Maria Nuova, alla presenza delle autorità civili e religiose. Ad accompagnare la processione la musica della banda Musichiamo, le ventiquattro arti del corteo storico del Santissimo Salvatore e numerosi momenti di raccoglimento e preghiera.

Grande attenzione anche per i cavalli Saura, Toscanella e Verbena del maneggio La Casaccia di Trippanera e per i buoi maremmani Tiburzi e Fioravanti dell’azienda agricola Badia Vecchia di Castiglione della Pescaia, tra i protagonisti più ammirati della manifestazione.

Il corteo ha attraversato le vie del centro tra canti liturgici, drappi esposti ai balconi e la partecipazione emozionata dei presenti. In piazza del Comune ad attendere la processione c’era la sindaca Chiara Frontini. “Questa è una tradizione antichissima – ha detto Frontini – che rinsalda il legame profondo tra la diocesi e la città. È bello vedere tanta partecipazione, di viterbesi e turisti”.

Ad accogliere il ritorno della processione a Santa Maria Nuova il vescovo di Viterbo Orazio Francesco Piazza. “Questa bellissima manifestazione – ha detto Piazza – la dedichiamo quest’anno alla pace e anche alla concordia, concordia che deve animare la vita della città. Dobbiamo vivere in pace e concordia per vivere sereni nella nostra comunità. È bellissimo vedere la partecipazione dei bambini. Sono un segno di fiducia e speranza, di futuro”.

Prima della conclusione con la benedizione solenne, il vescovo ha rivolto anche un pensiero ai buoi maremmani presenti nel corteo. “Che belli che sono – ha detto Piazza – sopportano i pesi con grande pazienza. Impariamo da loro la pazienza!”.

Un ringraziamento è stato poi rivolto a don Mario Brizi per il lavoro svolto nella parrocchia prima del passaggio al nuovo parroco don Nicola Migliaccio. “Il passaggio del testimone deve avvenire a mani unite – ha detto Piazza-“.

Un messaggio, quello del vescovo, incentrato sul valore dell’unità e della concordia, che ha chiuso un pomeriggio di festa vissuto all’insegna della partecipazione e della condivisione.

A garantire il regolare svolgimento della manifestazione sono stati polizia di Stato, polizia locale e carabinieri.

La festa del Santissimo Salvatore si conferma così non soltanto un importante appuntamento religioso, ma anche un momento identitario per il quartiere e per l’intera città, capace di unire generazioni diverse nel segno della tradizione e del senso di appartenenza alla comunità.

Facebook Twitter Rss