


VITERBO – La proroga al 31 dicembre 2026 per l’avvio delle Unità di Rete del trasporto pubblico locale è, secondo Enrico Panunzi, «una scelta utile e necessaria». Il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio interviene sulla decisione della Giunta regionale di presentare un emendamento che prevede lo slittamento del termine, sottolineando come una proposta analoga fosse già stata depositata dall’opposizione nei giorni scorsi.
«Consentirà ai Comuni di completare gli adempimenti necessari e di affrontare con maggiore attenzione le criticità emerse nel percorso di attuazione – afferma Panunzi – garantendo continuità e adeguatezza del servizio senza scaricare sui cittadini le difficoltà di questa fase».
Il punto centrale della dichiarazione riguarda però la tempistica della proposta. Panunzi ricorda infatti di aver presentato il 15 settembre, insieme a Daniele Leodori, Mario Ciarla ed Emanuela Droghei, un emendamento con la stessa richiesta di proroga al 31 dicembre 2026.
«Oggi la Giunta presenta un emendamento che prevede la stessa proposta di proroga al 31 dicembre 2026 che avevo presentato tre giorni fa, insieme a Daniele Leodori, Mario Ciarla ed Emanuela Droghei – sostiene Panunzi -. Una proposta che avevo anche illustrato e reso pubblica attraverso i miei canali social».
Il vicepresidente del Consiglio regionale contesta quindi alla maggioranza di aver riproposto una soluzione già avanzata dall'opposizione.
«Non è quindi una soluzione che arriva oggi per la prima volta: era già stata messa nero su bianco il 15 settembre. La maggioranza ha scelto di riproporla pochi giorni dopo, facendola propria», dichiara.
Panunzi accompagna la sua critica con una battuta: «Un modo di procedere che ricorda il cavaliere che, dopo essere caduto da cavallo, racconta di essere sceso».
Al di là della polemica politica, il vicepresidente regionale sottolinea tuttavia l'importanza concreta del provvedimento per i territori. «Alla fine, però, conta il risultato: dare certezza ai territori e garantire ai cittadini un servizio pubblico adeguato», conclude Panunzi.