

Un rumore assordante, un piccolo corpo che vola per venti metri prima di precipitare sull'asfalto e poi una chiazza di sangue. E' caccia al pirata della strada che questo pomeriggio ha travolto un bambino di 12 anni in via Pietro Maffi, in zona Torrevecchia. Il piccolo stava attraversando sulle strisce pedonali vicino alla sua scuola.
Il piccolo è grave: è stato operato ed è in prognosi riservata al Policlinico Gemelli. Secondo testimoni alla guida dell'auto, una Opel Agila grigia, c'era una donna che si è voltata dopo aver travolto il bimbo, per poi fuggire. Ragazzi del quartiere avrebbero provato a inseguirla a bordo di scooter. Alcuni numeri della targa sarebbero stati presi dalle persone che hanno assitito all'incidente. Al vaglio dei vigili le telecamere della zona, quelle del cinema Galaxy e di una vicina sala giochi. In quest'ultimo caso non ci sarebbero elementi utili per rintracciare il pirata.
Trauma cranico ed emorragie interne. Secondo il bollettino medico del Policlinico il bambino ha riportato un trauma cranico di estrema gravità con ematoma subdurale e altrettanto gravi disturbi respiratori dovuti a importanti emorragie delle vie aeree superiori. Il piccolo paziente è stato sottoposto a intervento neurochirurgico di urgenza nel tentativo di diminuire la pressione endocranica, controllare l'edema cerebrale e fermare il sanguinamento. E' ricoverato presso l'Unità Operativa di Terapia Intensiva Pediatrica Gemelli diretta dal prof Giorgio Conti.
La testimonianza. «Ero dal parrucchiere quando improvvisamente ho sentito un urlo e ho notato la gente che correva verso l'uscita della scuola, mi sono precipitato e ho visto un bambino di circa 12 anni riverso a terra in un lago di sangue. La macchina, dopo aver travolto a tutta velocità il ragazzino, ha proseguito a camminare - ha detto un commerciante della zona - ed è stata inseguita con gli scooter da alcuni giovani che sono riusciti a prendere il numero di targa e a constatare che al volante c'era una donna».
Un altro testimone: il bimbo era cosciente, la mamma era con lui. «Abbiamo sentito il botto, poi siamo usciti e c'era questo bambino per terra, ridotto piuttosto male. Rispondeva però a volte alle domande e si muoveva. Poco dopo è arrivata la mamma, disperata. Li conosciamo, abitano nella zona» . È il racconto della titolare del Maffi bar, nell'omonima via. «Speriamo tutti che stia bene, è una famiglia che conosciamo. So che qualcuno ha preso una targa parziale dell'auto», ha aggiunto la donna. Il bar è a pochi metri dal luogo dell'investimento.
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