

TARQUINIA – Un tavolo istituzionale urgente con Enel Produzione per discutere il futuro della centrale di Torrevaldaliga Nord, ispezioni tecniche sull'impianto e verifiche ambientali sulle aree circostanti, oltre alla disponibilità dei terreni per favorire nuove prospettive di sviluppo. È quanto chiedono, con una lettera inviata all'amministratore unico di Enel Produzione, Carlo Franco Emanuele Pignoloni, i sindaci di Tarquinia, Civitavecchia, Santa Marinella, Tolfa, Allumiere e Monte Romano.
A renderlo noto è il sindaco di Tarquinia, Francesco Sposetti, che insieme ai colleghi Marco Piendibene (Civitavecchia), Alessio Manuelli (Santa Marinella), Stefania Bentivoglio (Tolfa), Luigi Landi (Allumiere) e Maurizio Testa (Monte Romano) ha sottoscritto il documento.
Secondo i primi cittadini, la decisione di Enel di considerare concluso il rapporto con il territorio al termine dell'attività produttiva della centrale non può essere accettata.
'Nelle nostre comunità – scrivono i sindaci – per decenni si è convissuto con il peso della centrale, che ha inciso sull'aria, sulle acque, sui terreni e sulla salute dei cittadini, limitando al tempo stesso altre opportunità di sviluppo. Non è pensabile che oggi tutto venga archiviato come un semplice adempimento amministrativo'.
I rappresentanti del territorio definiscono 'inaccettabile e profondamente irrispettoso' l'atteggiamento dell'azienda, sottolineando come una presenza industriale durata decenni comporti responsabilità che non possono esaurirsi con la cessazione dell'attività produttiva.
Tra le principali preoccupazioni espresse nella lettera figurano anche le ricadute economiche per i Comuni del comprensorio. Il venir meno delle risorse legate alla centrale rischia infatti di incidere sui servizi ai cittadini e sul finanziamento dell'Osservatorio Ambientale, organismo che negli anni ha svolto attività di monitoraggio e tutela dell'ambiente e della salute pubblica.
Per questo motivo i sindaci avanzano tre richieste ritenute 'inderogabili'. La prima riguarda la possibilità di effettuare un'ispezione dell'impianto da parte di tecnici incaricati dalle amministrazioni locali, al fine di verificarne lo stato di conservazione e le condizioni di sicurezza prima di qualsiasi decisione sulla dismissione.
La seconda richiesta riguarda controlli ambientali approfonditi sulle aree circostanti, con verifiche su falde acquifere, terreni e sull'intero ecosistema interessato da decenni di attività industriale.
Infine, i sindaci chiedono che le aree oggi occupate dalla centrale vengano rese disponibili al territorio, affinché possano diventare la base per nuovi progetti di sviluppo industriale e occupazionale. I firmatari esprimono particolare contrarietà all'ipotesi che i terreni restino vincolati per ospitare una cosiddetta 'riserva fredda', definita uno scenario penalizzante per il comprensorio.
L'appello rivolto a Enel si conclude con la richiesta di aprire al più presto un confronto istituzionale per definire tempi e modalità delle verifiche e del futuro utilizzo dell'area, ribadendo la volontà delle amministrazioni di tutelare gli interessi delle rispettive comunità e di costruire nuove opportunità di crescita per il territorio.