

Avvio in rialzo per lo Spread tra Bund e Btp. Il differenziale tra i titoli di stato decennali tedeschi e quelli italiani è a quota 473, in crescita rispetto alla precedente chiusura fissata a 470. Segni di frenata per le Borse asiatiche: Tokyo ha chiuso in rosso (-1,37%) sulla scia dei dati dell'occupazione Usa di venerdì e su alcuni dati marco-economici arrivati dalla prima economia asiatica. I listini asiatici hanno perso mediamente l'1,3% mentre la peggior flessione si è vista a Shangai dove il mercato ha perso l'1,86%. Pesante anche Hong Kong (-1,71%). Avvio di settimana in calo anche per Piazza Affari: l'Ftse Mib cede lo 0,5% a 13.668 punti e il Ftse All-Share perde lo 0,42% a 14.636 punti. Deboli anche le altre piazze europee: Parigi cede lo 0,2%, Amsterdam -0,08%, Francoforte -0,06%, Bruxelles -0,06%.
L'EUROZONA - C'è attesa per l'Eurogruppo di oggi pomeriggio: la riunione dei ministri delle Finanze prevista a Bruxelles doveva essere risolutiva per molte questioni lasciate aperte dagli accordi sottoscritti alle prime ore del mattino del 29 giugno, dai leader dell'Eurorozona. E invece è dato ormai quasi per scontato che i rappresentanti dei 17 Paesi potranno solo iniziare a discutere i dettagli e le modalità di applicazione dei nuovi meccanismi anti-crisi, e che sarà necessaria una nuova riunione straordinaria prima della pausa estiva: probabilmente il 20 Luglio.
EUROGRUPPO - All'incontro, che inizierà alle 17, parteciperà per l'Italia il presidente del Consiglio Mario Monti, nella sua qualità di ministro dell'Economia. Ma, a partire dalle 14.30, ci sarà, sempre a Bruxelles, anche un'audizione del presidente della Bce Mario Draghi in commissione Affari economici del Parlamento europeo. Draghi dovrebbe poi raggiungere i ministri dell'Eurozona. L'incertezza maggiore che pesa sull'Eurogruppo è il divario temporale fra la necessità immediata di ricapitalizzare le banche spagnole e i tempi tecnici necessari per l'entrata in vigore dell'accordo di Bruxelles. E non solo perché l'Esm, il Fondo salva-Stati permanente, non è ancora entrato in vigore a causa del ritardo delle ratifiche nazionali. Manca ancora, soprattutto, la proposta della Commissione europea per l'accentramento nelle mani della Bce della vigilanza bancaria di tutta l'Eurozona. E, secondo la condizione imposta dalla Germania nell'accordo, la ricapitalizzazione diretta delle banche potrà scattare (con una decisione unanime dei ministri dell'Eurogruppo) solo dopo l'entrata un vigore del nuovo sistema europeo di vigilanza creditizia, probabilmente a metà 2013.
LO SCUDO - Nonostante le incertezze della Finlandia, è difficile pensare che un solo Paese possa rimangiarsi un accordo sottoscritto dal proprio capo di governo. Restano invece molti dettagli da precisare rispetto allo scudo anti-spread. In particolare andranno definiti i parametri in base ai quali si considererà che lo spread è eccessivo. Probabilmente non si tratterà di una semplice soglia massima, né vi sarà una sorta di margine di oscillazione con interventi automatici dei Fondi salva-Stati. Quello che sembra abbastanza chiaro è che l'eventuale richiesta di intervento anti-spread da parte di un Paese all'Eurogruppo non farà scattare condizioni aggiuntive rispetto alle raccomandazioni macroeconomiche già adottate dalla Commissione e dal Consiglio Ue per quello Stato membro, ma comporterà solo che sia precisato il loro calendario d'attuazione.
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