

Ha ucciso la sua rivale in amore, la moglie dell'uomo con cui aveva una relazione da anni e che sognava di sposare, e l'ha sepolta nel giardino della propria casa a Sant'Ambrogio, nel torinese. Maria Teresa Crivellari, 55 anni è stata condannata all'ergastolo dal gup Massimo Scarabello del Tribunale di Torino per il sequestro, l'omicidio e l'occultamento di cadavere di Marina Patriti, casalinga di Bruino, scomparsa nel febbraio del 2010.
Condannati per gli stessi reati a 15 anni e 4 mesi anche il figlio della Crivellari, Alessandro Marella e i due esecutori del sequestro, Andrea Chiappetta, a 16 anni, e Calogero Pasqualino, a 15 anni. La Crivellari è stata condannata anche per calunnia nei confronti di Giacomo Bellorio, il marito della Patriti: lo aveva accusato di averla aiutata a seppellire il corpo della vittima. Bellorio non è mai stato indagato. Ha continuato ad avere rapporti con la Crivellari anche dopo la scomparsa della moglie, incontrando l'amante proprio nella sua casa di Sant'Ambrogio, a pochi metri dal cadavere sotterrato della moglie. Ha sempre sostenuto di avere dei sospetti sulla scomparsa della consorte, ma di essere stato tenuto all'oscuro di tutte le azioni dell'amante. Oggi a Bellorio non è stato riconosciuto alcun risarcimento da parte del giudice. Maria Teresa Crivellari, prima della sentenza, ha letto una lettera in cui ha chiesto scusa alla famiglia della Patriti e ha spiegato al giudice di aver accusato il marito, in passato, perchè la aveva “illusa di essere la donna della sua vita”.
La loro relazione durava da anni. Lui le aveva promesso una vita insieme. Lei gli aveva creduto e aveva pensato che l'omicidio fosse la soluzione. «E' una sentenza strana - commenta il suo avvocato, Giampaolo Mussano - che ha disatteso la verità. Le domande risarcitorie di Bellorio infatti non sono state seguite. Questo vuol dire che una sorta di concorso morale da parte del marito c'è. L'ergastolo è una pena troppo pesante.
La Crivellari non voleva uccidere, voleva solo addormentare la Patriti con del sonnifero per farle capire, una volta sveglia, che suo marito, con cui aveva una relazione da moltissimo tempo, avrebbe scelto lei. Faremo appello». Resta il mistero sulla dinamica dell'omicidio. La Crivellari ha sempre raccontato di averle somministrato del sonnifero alla vittima. Ma in testa al cadavere, trovato sotto terra quasi nove mesi dopo la scomparsa, era stato trovato un sacchetto di plastica.
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