

di Massimiliano Morelli
Certo è che se il Coronavirus avesse colpito sotto la cintura a metà degli anni Settanta e non nel 2020, “La febbre del sabato sera” e “Grease” non avrebbero avuto il successo dell’epoca, diventando cult nel corso degli anni successivi. E sicuramente i Tony Manero de ‘noantri avrebbero preso altre strade, non avrebbero affollato le piste da ballo. Preambolo romantico per parlare di discoteche, che per ora restano escluse dalle riaperture, ma che “bussano” alla porta delle istituzioni per sollecitare autorità politiche e sanitarie. Secondo indiscrezioni potrebbe svolgersi a breve un incontro del Comitato tecnico-scientifico per affrontare il tema, anche se fra un “pare” e un “si dice” le date per una ripartenza sembrano puntare a luglio. Il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, dice che «entro i primi dieci giorni di luglio le discoteche potranno aprire applicando il criterio del green pass». L’ipotesi è di non superare il secondo fine settimana di luglio: «Ci aspettiamo di poter riaprire il 4 luglio – chiede il presidente del Silb, Maurizio Pasca –, perché andare oltre sarebbe insostenibile: le nostre attività sono aperte al massimo due volte a settimana».