

di Andrea Stefano Marini Balestra
VITERBO - Giorni fa davanti al Tribunale (giudice dr. Rigato) è comparso un giovane imputato di lesioni gravi per aver cagionato ad un altro lesioni gravi.
Il fattob era avvenuto in una discoteca.
Come ascoltato nelle dichiarazioni della parte offesa, cioè il ragazzo colpito al volto da una capocciata infertagli a freddo dall’imputato, il fatto si era verificato senza che nulla lo potesse giustificare. Infatti, tra loro non si conoscevano ed ancora, a processo iniziato, non si è dato capire perché un giovane si sia sentito necessitato aggredirne un altro.
Per effetto della capocciata la parte offesa nel processo che neppure si è costituita parte civile per aver ricevuto le scuse dal suo occasionale aggressore, ebbe a subire la frattura del setto nasale che gli comportarono oltre iniziali 25 giorni di guarigione, la necessità di un’operazione al naso per ristabilirne la piena funzionalità.
Il processo prese avvio d’ufficio essendo il fatto penalmente perseguibile anche in difetto di querela.
La difesa dell’imputato ha chiesto al giudice di poter definire il processo per estinzione del reato dopo il risarcimento economico offerto cosi come previsto da recenti disposizioni di legge (art.162 ter c.p. in rif.L.103/2017), però, essendo il processo attualmente pendente per l’imputazione di lesioni gravi (art.583 c.p.), non consentirebbe il ricorso a questo istituto.
Se ne riparlerà nella primavera prossima.