

di Giovanni Masotti
VITERBO - Diventa sempre più accesa la tensione tra Frosinone e Viterbo per conquistare il ruolo di terzo scalo aeroportuale del Lazio. Mentre la classe politica del capoluogo ciociaro - in testa il presidente della Provincia Di Stefano e il sindaco Mastrangeli - mettono in campo e sbandierano una serie di iniziative con l' obiettivo di ribaltare l' ormai noto parere dell'Ente Nazionale Aviazione Civile (ENAC), che ha indicato inequivocabilmente Viterbo per far fronte alla prevista crescita esponenziale del traffico aereo nei prossimi anni e alla sempre più accentuata congestione di Fiumicino e soprattutto di Ciampino, il capoluogo della Tuscia si aggrappa alla decisione ufficiale ormai presa.
Di fatto, però, i ciociari si stanno adoperando concretamente per arrivare a realizzare un aeroporto impossibile, mentre i politici viterbesi rimangono inerti rispetto a un'opera aeroportuale già approvata da tutti gli enti e le istituzioni competenti in materia. Un atteggiamento che stride e che finisce per lasciare spazio alle scorribande di Frosinone.
Giovanni Bartoletti, presidente del comitato per l'aeroporto di Viterbo, suona la carica e attacca: 'Probabilmente i politici ciociari dimenticano che sulla sicurezza degli scali aerei non si scherza. È stato l'ENAC stesso - sottolinea - a confermare che l'aeroporto di Frosinone è inidoneo sotto tutti gli aspetti ad essere investito della fondamentale funzione di terzo scalo regionale soprattutto a causa della sua insicurezza, provocata dall'orografia del territorio montano e delle pessime condizioni meteorologiche abituali'.
Bartoletti sostiene inoltre che il proposito del presidente della Provincia di Frosinone di recarsi a Dublino per incontrare il numero uno di Ryanair - la low cost più diffusa a livello internazionale - Michael O'Leary sarebbe solo una perdita di tempo. 'Come è chiaro per chi si occupa di dinamiche volative - spiega infatti il presidente del Comitato per l' aeroporto di Viterbo - nessuno sarebbe così folle da investire su degli slot che richiederebbero inutili sprechi di risorse.
Di fatto, far atterrare e decollare aerei a sud di Roma comporterebbe tempistiche e costi inaccettabili, considerando che la maggior parte dei voli proviene invece dal quadrante nord. Inoltre il presidente dell' ENAC Di Palma dovrebbe astenersi dal compiere passi formali a favore di Frosinone perché rischierebbe di trovarsi in una condizione di conflitto di interessi riguardo al suo ente, che ha bocciato sonoramente la scelta del capoluogo ciociaro'. E mentre Frosinone insiste nella sua strenua battaglia per ottenere l' agognato riconoscimento, Viterbo segna un altro determinante punto a suo favore sulla strada della possibile vittoria.
L' annuncio che nei prossimi cinque anni sarà quasi completata la superstrada Viterbo-Civitavecchia costituisce un autentico trampolino di lancio verso il traguardo della realizzazione di uno scalo aeroportuale che, grazie a un percorso di soli sessanta minuti in auto, collegherà Viterbo direttamente e agevolmente a Fiumicino.
Insomma l' aeroporto a Viterbo rappresenterebbe una soluzione strategica per rispondere alle esigenze del traffico aereo in vorticoso aumento nella nostra regione.sua posizione geografica, combinata con le infrastrutture in via di sviluppo, potrà offrirà una connessione veloce tra l'entroterra laziale e Fiumicino. Valutazioni corrette, ma che - viste le difficoltà dell' accidentato cammino verso un' investitura definitiva - non garantiscono il successo del capoluogo della Tuscia.