



CIVITA CASTELLANA - Il sito archeologico del Vignale apre alla cittadinanza. Fino al 27 giugno, dalle ore 6 alle ore 12, sarà possibile visitare gratuitamente i luoghi della terza campagna di scavi a cura dell'Università di Roma La Sapienza, della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la provincia di Viterbo e per l'Etruria meridionale e del Comune di Civita Castellana, in collaborazione con la Direzione regionale musei nazionali Lazio e Museo dell'Agro Falisco - Forte Sangallo. Un'occasione importante per la cittadinanza per conoscere la storia legata alle origini della città della ceramica, presso il Vignale, dove è in programma la realizzazione di un parco archeologico.
Questa terza campagna di scavi segue un progetto nato anni fa sotto la direzione della professoressa Maria Cristina Biella. Le indagini partirono su due siti, per un'area complessiva di circa 200 mq. Nel primo fu rinvenuta una struttura insediativa durata con molta probabilità fino all'età arcaica, con rinvenimento di materiale databile in un arco temporale dall'età del bronzo fino al 6° secolo a.C. La presenza di edifici era un dato di fatto, testimoniata dalla numerosa presenza di tegole.
Il secondo saggio fu scelto per la presenza di un'angolatura particolare. Qui il georadar dava un banco a meno un metro dal suolo, con una serie di attività. Sotto l'humus, però, gli archeologi hanno rinvenuto buche di palo classiche e ancora cavi risalenti ai vigneti che sono, ovviamente, di più recente stratificazione. 'La scelta di questo luogo (Falerii) - dichiarò la professoressa Biella alla presentazione dei reperti - non è stata casuale. Infatti, mentre pensiamo di sapere molto sulle tombe e sui santuari, di fatto abbiamo un'informazione molto lacunare su come queste popolazioni vivevano. Avere un plateau come questo da poter scavare è un'opportunità veramente unica'. Il terreno del Vignale, acquistato dal Comune alla fine degli anni 90, che nei secoli ha mantenuto una vocazione prettamente agricola, è stato il luogo deputato ad accogliere gli studi dei ricercatori con lo scopo di realizzare, una volta conclusi i lavori, un vero e proprio parco archeologico.