

Centinaia di persone hanno dormito nelle loro auto nei centri della Garfagnana colpiti dal terremoto del 25 gennaio e dove si era prospettata la possibilità di nuove scosse. Molti altri hanno trovato alloggio in strutture sportive o scuole, che erano state predisposte dopo l'allarme di ieri sera. Era stato l'invio di uno studio dell'Ingv alla Protezione civile, che lo aveva trasmesso a sua volta alle Regioni, a suggerire alla Provincia di Lucca di contattare i sindaci perché informassero i cittadini delle possibili nuove scosse. Per tutta la notte è stata attiva la sala operativa predisposta dalla prefettura e dalla Provincia di Lucca.
Circa un migliaio di persone che abitano nei comuni della Garfagnana nella notte hanno trovato riparo in strutture predisposte adeguatamente (scuole o palazzetti sportivi) dopo aver lasciato le loro abitazioni considerate a rischio. Forze dell'ordine, personale della protezione civile e del volontariato hanno lavorato tutta la notte per mettere in sicurezza prima di tutto anziani, donne e bambini, ha spiegato Maurizio Giannotti, responsabile protezione civile dell'Unione comuni della Garfagnana.
Tutti i sindaci dei sedici comuni dell'area hanno cercato di rassicurare la popolazione e di non lasciare nessuno abbandonato, soprattutto coloro che vivono in zone isolate. 'A tutti abbiamo continuato a dire che si trattava solo di un'allerta precauzionale e non si sono verificate scene di panico, se non la paura comprensibile nelle prime ore', ha riferito Giannotti. Grazie al personale del 118 sono stati creati anche punti di assistenza per gli infermi o i malati. Nella notte, a quanto si é appreso, si è verificato solo il caso di un anziano colto da malore ma non riconducibile all'allerta terremoto. Stamani alle 11 i sindaci dei comuni della Garfagnana si riuniranno per fare il punto della situazione.
Migliaia di persone in strada e centinaia a dormire in auto la notte scorse in Garfagnana, in attesa della 'scossa forte'. A pochi giorni dal terremoto del 25 gennaio di magnitudo 4.8 c'é il timore che la terra torni ancora a tremare. L'Ingv ha studiato la sequenza delle ultime scosse, compresa quella più forte della notte scorsa di magnitudo 3.3, in particolare seguendone la direzione. L'analisi ha indicato la possibilità di altre nuove scosse con epicentro nella zona di Castelnuovo Garfagnana, lo stesso del terremoto del 1985.
La segnalazione è stata girata al dipartimento della protezione civile che a sua volta lo ha girato, secondo una prassi consolidata, alle Regioni Emilia Romagna e Toscana. Così la Provincia di Lucca ha diffuso una nota, avvisando i sindaci della Garfagnana e della Media Valle del Serchio che 'il dipartimento nazionale di protezione civile ha comunicato che nelle prossime ore potrebbero verificarsi altre scosse di terremoto con epicentro in prossimità di Castelnuovo di Garfagnana'. Da quel momento la 'catena di carta' dei comunicati si è trasformata in quella del passaparola. Non c'é stato alcun ordine di evacuazione, ma le amministrazioni comunali hanno raggiunto casa per casa, utilizzando anche twitter e facebook, o le tv locali, o in alcuni casi ancora i sistemi telefonici automatici, invitando i cittadini a valutare la possibilità di lasciare le proprie case e trascorrere la notte nei punti di raccolta allestiti a Gallicano, Piazza al Sercio, Castelnuovo Garfagnana, Coreglia Antelminelli e Barga. Spesso si tratta di aree adibite a parcheggio oppure di impianti sportivi predisposti ad ospitare le persone per la notte.
E' stata una 'corretta e doverosa informazione in via cautelare', spiega il presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli, che è in contatto con il capo della protezione civile Franco Gabrielli. In queste zone la gente è abituata alla terra che 'balla' così 'non sono state segnalate criticità', si spiega dalla prefettura di Lucca che insieme alla Provincia ha aperto la sala operativa. 'In via precauzionale abbiamo attivato il piano operativo previsto in questi casi - spiega Nicola Boggi, responsabile della protezione civile della Media Valle del Serchio - abbiamo condiviso con i sindaci l'opportunità di farlo'. Il che significa allertare gli 'addetti ai lavori', dai vigili urbani ai volontari, ai carabinieri e alle forze dell'ordine nel loro complesso e avvisare la popolazione. 'Non potevamo fare diversamente', dice uno dei sindaci.
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