

Una scossa di terremoto di magnitudo 4 è stata registrata alle 5:20 nello stretto di Messina, davanti alle coste siciliane e calabresi. Secondo i rilevamenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 7,3 km di profondità ed epicentro in prossimità di Messina e dei comuni reggini di Campo Calabro e Villa San Giovanni. Il sisma è stato avvertito distintamente dalla popolazione a Messina e Reggio Calabria. Numerosi abitanti spaventati sono scesi in strada. Il centralino dei Vigili del fuoco è stato tempestato dalle telefonate di persone allarmate. La Protezione civile, che sta monitorando la situazione, ha confermato comunque che al momento non vengono segnalati danni a persone o cose questa eventualità. La scossa è stata seguita alle 5:58 da una replica di magnitudo 2.8, con ipocentro a 4,3 km di profondità ed epicentro in prossimità di Messina, Reggio Calabria e Villa San Giovanni.
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 è stata registrata alle 4:17 in Lombardia, in provincia di Brescia. Secondo i rilevamenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 10,9 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni di Azzano Mella, Berlingo, Castegnano, Flero, Gussago, Longhena, Mairano, Ospitaletto, Passirano, Rovato e Trenzano. Non si hanno al momento segnalazioni di danni a persone o cose
Sono una ventina gli interventi che il distaccamento dei vigili del fuoco di Gubbio ha dovuto compiere da stamani, dopo la scossa di terremoto di magnitudo 4 delle 11,06, seguita qualche minuto dopo da un'altra più lieve. I pompieri sono ancora impegnati nelle verifiche, che riguardano soprattutto calcinacci caduti all'interno delle abitazioni in seguito alla scossa. Nessun danno rilevante, tengono a sottolineare i vigili del fuoco, impegnati anche a rassicurare persone particolarmente spaventate non solo per la scossa odierna ma per il fatto che nella zona è in corso da qualche giorno uno sciame sismico. Nella zona di Gubbio è in corso uno sciame sismico, ossia una sequenza di terremoti di intensità confrontabile e che avvengono in modo 'disorganizzato'. Così gli esperti dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) analizzano il sisma di magnitudo 4,0 avvenuto oggi nell'area di Gubbio, preceduto nella notte da un'altra scossa di magnitudo 3.6 e dalla scossa di magnitudo 3,9 del 18 dicembre. Uno sciame sismico è una sequenza di terremoti molto disorganizzata, nel senso che non vengono rispettate le 'gerarchie' fra terremoti più intensi e più deboli'', ha spiegato il direttore del Centro Nazionale Terremoti dell'Ingv, Alberto Michelini. Questo significa che, se di solito una scossa principale viene seguita dal altre scosse (repliche) di intensità minore, in uno sciame questa regola può non valere. ''Possono susseguirsi terremoti di magnitudo confrontabile, ma non è possibile stabilire nessuna regola in proposito'', ha rilevato Michelini. Come tutti gli altri terremoti, anche quelli che avvengono all'interno degli sciami non possono essere previsti. Quello che invece è possibile stabilire è che a generare l'intera sequenza è il movimento di tipo estensivo tipico di tutto l'Appennino centro-meridionale, nel quale i due blocchi che guardano verso il Tirreno e l'Adriatico divergono. Sono stati molti gli abitanti della città di Gubbio e della sua periferia che sono usciti in strada stamani dopo la scossa di magnitudo 4, delle 11,06, che ha interessato la zona fino al confine con le Marche. Immediato anche il passaparola sui social network. Danni rilevanti, comunque, i vigili del fuoco con alcune squadre sul posto (anche la Provincia ha mobilitato i propri tecnici per i controlli) sinora non ne hanno constatati, ad eccezione di qualche crepa in edifici storici. Gubbio e i comuni limitrofi da alcuni giorni sono l'epicentro di uno sciame sismico con scosse che però sinora non avevano toccato il livello di quella di stamani.
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