ANNO 16 n° 275
Termovalorizzatore,
Coro di no alla proposta del sindaco Marini
Battisti: ''Puntare sullo svilippo sostenibile. No discarica di Roma''
20/01/2012 - 10:03

VITERBO - ''Non capisco il motivo per il quale il nostro territorio dovrebbe ospitare un termovalorizzatore e non riesco neanche a comprendere come si possa immaginare che tale idea possa trovare spazio in quel progetto di sviluppo sostenibile da tutti condiviso''. Dal sindaco di Corchiano, Bengasi Battisti arriva un secco no alla proposta del primo cittadino di Viterbo Giulio Marini  di realizzare nella Tuscia un termovalorizzatore.

''Il nostro territorio ha un valore intrinseco - commenta Battisti -: la storia, la natura, i monumenti, i borghi, il paesaggio e le Comunità che vi abitano ed i Governi locali dovrebbe mettere in atto azioni che, nel rispetto di questi talenti, valorizzino il lavoro degli uomini e delle donne, tutelino la loro salute e promuovano la cultura della partecipazione dei Cittadini. In questo elementare processo di coerenza tra scelte e programmi il caso della gestione del ciclo dei rifiuti è un caso emblematico'''.

''Si parla di differenziazione e riuso, si promuovono programmi di sensibilizzazione dove il rifiuto diventa risorsa con la Provincia che cerca una caratterizzazione su questa nuova ed efficace pratica della raccolta porta a porta e poi, stranamente, i più significativi esponenti di Palazzo Gentili si lasciano andare a dichiarazioni di tolleranza o addirittura auspicio sulla costruzione di impianti inutili, dannosi e costosi - prosegue Battisti -. Il nostro territorio è ideale per praticare la raccolta porta a porta e dove è stata messa in atto ha dimostrato di essere ben accolta, di migliorare l’estetica del paese, di produrre risparmio e lavoro''.

''Le frazioni che si ricavano (plastica, carta, vetro e barattolame) sono materiali che si possono vendere, non costa smaltirli in discarica  il loro riuso non inquina e fa bene all’ambiente - continua -. Queste frazioni sono il 65% del rifiuto e rappresentano la parte combustibile per i processi di distruzione o termovalorizzazione, inoltre per estrarre dal rifiuto indifferenziato la plastica, la carta e gli altri elementi è necessario un procedimento per la produzione di combustibile da rifiuto particolarmente costoso''.

''Bisogna essere chiari: o la differenziazione o la termocombustione, le due scelte non sono compatibili anzi sono inconciliabili - conclude Battisti -. Saremo ben attenti ed insieme ai tanti cittadini che amano la loro terra faremo di tutto per evitare che la nostra Provincia si trasformi in una enorme area di smaltimento e distruzione dei rifiuti della città di Roma''.






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