

Il Comitato provinciale AICS di Viterbo propone una importante
manifestazione culturale che si svolgerà dal 19 agosto al 28 agosto
2011, in Ronciglione via del Verziere, presso la sede dell’ass.
Ronciglione Viva.
Il maestro Rinaldo Capaldi torna ad esporre a Ronciglione e lo fa con
le sue ultime creazioni nella mostra che ha intitolato Termiti.
Alla maniera delle termiti, infatti, Capaldi realizza sculture di
eccezionale levatura. Affida ad una sua termite la creazione dei
tunnel, che poi riempie di resina, che si intersecano all’interno
delle sagome da lui predisposte realizzando così dei lavori stupendi.
Invitato alla mostra organizzata a Rovereto da Amnesty International,
ha riscosso notevole apprezzamento la sua opera intitolata “Human
Rights 2010”.
Ci piace sottolineare la espressività che l’opera Human Rights 2010
racconta. Un uomo o una donna avvolto dalle sbarre che lo stringono. A
Rovereto l’opera di Capaldi ha ricevuto apprezzamenti da tutti i
visitatori che sono rimasti attratti dalla sua eloquenza e
drammaticità. Racconta di uomini e donne incarcerati spesso perché
nella loro ricerca di libertà, o scappando dalla miseria e dalla fame
attraverso barconi stracolmi rischiando la morte, hanno violato i
confini di altri stati sovrani. Racconta il dolore di uomini in catene
e la vergogna che dovremmo provare nel pensare alle vicissitudine
recenti.
Anche l’opera che il Maestro Capaldi ha intenzione di esporre a
Rovereto per la edizione 2011 della Mostra di Amnesty International e
che forse esporrà in anteprima alla Mostra di Ronciglione, denuncia
il dramma attuale che parte del genere umano subisce, mentre l’altra
parte osserva attonita, impotente e spesso connivente con la volontà
di uomini che credono di essere i padroni del destino dell’umanità.
Forse Capaldi, con le sue creazioni, intende ricordarci alla maniera
di G.W.F. Hegel che “Possiamo essere liberi, solo se tutti lo sono”.
Questa è a nostro parere la straordinaria capacità del maestro
Capaldi, esprimere attraverso l’arte il rammarico di noi uomini
comuni per la dura realtà che ci circonda invitandoci a modificarla.