


VITERBO – La mancanza di acqua continua a rappresentare il principale ostacolo alla rinascita delle ex terme Inps di Viterbo. Il tema è emerso durante la commissione bilancio a Palazzo dei Priori, dove il confronto tra l’assessore Stefano Floris e il capogruppo Pd Alvaro Ricci ha acceso il dibattito sul futuro dello storico stabilimento.
Secondo Floris, il problema affonda le radici nel passato: “Il pozzo Gigliola oggi eroga circa tre litri al secondo e un eventuale aumento della portata causerebbe ripercussioni sugli altri siti termali”. L’assessore ha poi ricostruito un passaggio chiave risalente al gennaio 1987, quando – a suo dire – un intervento sul sistema di captazione modificò radicalmente la distribuzione dell’acqua a favore delle Terme dei Papi, portando l’erogazione da quattro a trenta litri al secondo e riducendo drasticamente la disponibilità per le terme Inps.
Una lettura che non convince l’opposizione. Ricci ha infatti puntato il dito contro quella che definisce una mancanza di chiarezza da parte dell’amministrazione: “È fondamentale stabilire quanti litri al secondo siano realmente necessari per il funzionamento degli impianti. Senza questo dato non si potrà mai uscire dall’impasse”. Il capogruppo dem ha inoltre richiamato l’esempio delle terme Salus, sostenendo che una gestione efficiente sia possibile anche con una portata inferiore.
Floris ha però ribadito che gli studi tecnici sono già stati effettuati. “I 24 litri al secondo attualmente destinati alle Terme dei Papi – ha spiegato – derivano da modifiche avvenute negli anni ’80, ma un recente studio commissionato dal Comune conferma che tale quantitativo è sufficiente per la gestione dell’impianto”.
Non è la prima analisi sul tema: già circa dieci anni fa il professor Petroselli aveva evidenziato criticità legate ai consumi, proponendo tra le soluzioni anche l’innalzamento del fondale della piscina, responsabile da sola di gran parte dell’assorbimento idrico.
Nel frattempo, il futuro delle ex terme Inps resta incerto, sospeso tra vincoli tecnici, contenziosi e responsabilità politiche. Un dossier complesso che continua a dividere amministrazione e opposizione, mentre la città attende da anni una svolta concreta.