ANNO 16 n° 274
Terme, una saracinesca chiuderą il Pozzo delle Zitelle
Stop alla dispersione dell'acqua nei campi. Ok del Comune al progetto definitivo
19/11/2021 - 06:55

VITERBO - E’ stato approvato nei giorni scorsi dal dirigente al settore Termalismo del Comune di Viterbo il progetto per i lavori di chiusura e ricondizionamento della sorgente termale delle Zitelle. Una saracinesca collocata al boccapozzo metterà fine alla continua dispersione nei campi della preziosa risorsa. Nei piani del Comune l’intervento dovrebbe portare benefici su tutto il bacino minerario, che come ormai noto funziona come un sistema di vasi comunicanti, per cui, semplificando al massimo, se si chiude il rubinetto di un pozzo, l’acqua dovrebbe tornare in circolo nel sottosuolo e spuntare poi da un’altra parte. 

Il progetto definitivo dei lavori alle Zitelle è stato depositato il 4 ottobre scorso dalla ''SPE ingegneria–servizi e progettazioni europei'', una società di Roma a cui Palazzo dei Priori circa un anno fa ha assegnato l’incarico. L’intervento prevede una spesa di 200mila euro e la sua esecuzione sarà affidata tramite gara. Intanto, spiega il Comune in una determina, ''al fine della successiva redazione del progetto esecutivo, occorre eseguire delle operazioni preliminari di videoispezione del pozzo di acqua termominerale Zitelle ed effettuare dei sondaggi archeologici preliminari come prescritto dal Mibact-Direzione generale archeologia belle arti e paesaggio''.

L’acqua delle Zitelle in futuro dovrebbe essere usata per alimentare direttamente le nuove Terme Inps, tramite una condotta sotterranea. Un progetto ideato da anni ma rimasto sempre sulla carta. Un’opera di circa 100mila euro di cui dovrebbe farsi carico la società che si aggiudicherà il progetto per la rinascita dello stabilimento termale in Strada Bagni. L’acqua delle Zitelle sommata a quella del pozzo Gigliola dovrebbe essere sufficiente per garantire l’attività della nuova struttura. E' invece inutilizzabile a causa dell’usura del tempo il Pozzo Uliveto, ricadente come il Pozzo Gigliola nel perimetro delle ex Terme Inps. A spiegarlo il dirigente al Termalismo durante una delle ultime sedute della commissione competente.  






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